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Educazione

I Mondiali spiegati ai bambini

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Pubblicato il: 24-06-2014

I Mondiali di calcio possono essere l'occasione per trasmettere ai figli i valori e gli ideali dello sport e condannare i gesti di violenza e razzismo.

I Mondiali spiegati ai bambini © Thinstock Sanihelp.it - I Mondiali che si stanno disputando in Brasile offrono lo spunto per rispondere ad alcuni interrogativi: perché uno sport che riunisce le persone e celebra l'orgoglio nazionale, diventa talvolta catalizzatore di provocazioni, scontri e perfino tragedie? In quale modo l’atteggiamento dei genitori influenza quello dei figli?

«Lo sport - afferma Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e membro della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) - è un momento educativo importante, da promuovere con uno spirito basato sull’identificazione e il sostegno della propria squadra e al tempo stesso sui principi della convivenza civile, sulla consapevolezza che gli uomini, da qualunque parte dello stadio giochino o guardino, siano tutti da rispettare.

Per primi, i genitori devono imparare a vivere lo sport in modo sereno, rendendo l’agonismo interessante e piacevole e ricordando che si tratta sempre di un gioco. È altrettanto importante mantenere un atteggiamento positivo ed equilibrato in rapporto ai risultati, insegnare ai propri figli che saper perdere è molto più difficile che saper vincere, perché nello sport, così come nella vita, il più delle volte non si vince».

«La partita - aggiunge Stefania Bianchi, psicologa e psicoterapeuta presso l’Associazione ProXXimaa Milano - assume per gli spettatori significati di tipo simbolico e comunicativo, dove l'aggressività diventa una forma di lotta mimata e simulata, senza dimenticare il fascino e l’attrazione esercitati dai giocatori che ostentano maggiore aggressività.

Bambini e ragazzi sono fortemente influenzati dall'ambiente in cui vivono, soprattutto dai comportamenti dei genitori e degli adulti di riferimento: assimilano il loro comportamento senza la consapevolezza che sia corretto o no, e tendono a riproporlo.

Imitazione e apprendimento in queste fasce di età hanno un ruolo preminente nella formazione della personalità e nello sviluppo di modalità relazionali: i minori hanno bisogno di punti di riferimento e modelli da seguire.

Inoltre, gli adolescenti sono alla ricerca di un'identità sociale attraverso l’aggregazione in un gruppo di coetanei che li promuove e li sostiene nell’interazione con il mondo degli adulti: l'insieme dei coetanei sviluppa in loro una sicurezza legata al senso di appartenenza, sperimentandosi in codici di relazione e regole da seguire per essere inseriti nel gruppo stesso.

Il consiglio – conclude Bianchi - è favorire un clima di ascolto e comunicazione sia durante sia dopo la partita: il dialogo con i figli può favorire il confronto e la condivisione riguardo a scene e a temi più aggressivi, spiegando l’importanza del rispetto delle regole e delle persone.

L’ascolto e la comprensione dei vissuti dei figli, al contrario, permettono ai genitori di accoglierne i pensieri e i dubbi e al tempo stesso di aiutarli a esprimere le emozioni riguardo a quanto hanno assistito, facendo emergere l’esame di realtà e la consapevolezza di ciò che è giusto oppure no: è importante confrontarsi con i bambini su temi quali agonismo e competizione, vittoria e sconfitta in modo da permettere loro di comprenderne il vero significato».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SocietÓ Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

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