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Leucemia: utilizzare i lipidi per combattere le ricadute

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Pubblicato il: 01-07-2014
Sanihelp.it - Mentre le statistiche diffuse a livello globale, secondo le quali in futuro circa un uomo su due ed una donna su tre si ammaleranno di tumore, non aiutano a dipingere un quadro roseo degli anni a venire, la ricerca prosegue per evitare che questa proiezione ai limiti dell'apocalittico si verifichi realmente. L'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, in collaborazione con i ricercatori dell'Università di Basilea, ha messo a punto una scoperta che potrebbe comportare novità interessanti sul fronte della lotta alla leucemia, patologia gravissima dall'indice di mortalità a tutt'oggi elevato.

Il Journal of Experimental Medicine ha pubblicato infatti i risultati della sperimentazione italo-svizzera, condotta grazie ai fondi messi a disposizione da AIRC, secondo cui i lipidi potrebbero rappresentare un ottimo aiuto nella terapia del tumore del sangue, che al momento comprende solamente la chemioterapia e il trapianto di midollo osseo, con rischio di recidiva piuttosto concreto. I grassi prodotti dalle cellule tumorali potrebbero infatti rappresentare, grazie alla ricerca in questione, una spia perfetta per riconoscere la presenza di un cancro all'interno dell'organismo ed attivare il sistema immunitario di modo che ne impedisca la diffusione.

Finora si era soliti tentare un approccio del tutto simile alla recidiva attraverso le proteine espresse dalle cellule tumorali: ma questo nuovo tipo di terapia ha dato risultati eccellenti sulle cavie in laboratorio, ed ora attende nuove sperimentazioni per confermarne l'efficacia e la sicurezza. I ricercatori impegnati in questo studio hanno utilizzato il trasferimento genico di modo da armare letteralmente i linfociti T, globuli bianchi che entrano in funzione una volta rilevata la presenza di tumore all'interno dell'organismo, e renderli in grado di riconoscere i lipidi prodotti dalle cellule leucemiche. In questo modo, il sistema immunitario delle cavie da laboratorio è stato in grado di reagire e combatterle tempestivamente, per impedirne la diffusione. Si tratta di un nuovo tipo di approccio che, nelle intenzioni degli scienziati che l'hanno messo a punto, dovrebbe diminuire il rischio di ricaduta.  


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IRCCS Ospedale San Raffaele Milano, UniversitÓ di Basilea

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