Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

I risultati di un'indagine di O.N.Da

La vitamina D per la prevenzione dell'osteoporosi

di
Pubblicato il: 08-07-2014

Invecchiamento e menopausa possono contribuire all'insorgenza dell'osteoporosi. La vitamina D gioca un ruolo importante nella prevenzione, ma la sua assunzione è limitata.

La vitamina D per la prevenzione dell'osteoporosi © Thinstock Sanihelp.it - Dai risultati di un’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) condotta – con il contributo di Abiogen Pharma – su un campione di 600 donne italiane di età compresa fra i 35 e i 65 anni, emerge che il 52% ritiene l’osteoporosi una patologia grave, ma solo il 25% delle intervistate si sente esposta al rischio di svilupparla

Per oltre 8 donne su 10 l’avanzare dell’età e la menopausa sono le principali cause dello sviluppo della malattia. A questi si affiancano altri fattori: quelli legati a uno scorretto stile di vita (76%) come alimentazione sbagliata, poca attività fisica e abuso di fumo e alcol; la familiarità (68%) e la mancanza di sostanze necessarie per l’organismo (58%). Sul fronte della prevenzione e della terapia, solo un’intervistata su dieci assume la vitamina D, nonostante il 58% riconosca l’importanza di questa sostanza per favorire la salute delle ossa. L’osteoporosi è ritenuta una patologia dell’età matura, per cui anche la prevenzione viene rimandata: solo il 31% delle donne ritiene sia importante attuare comportamenti preventivi già durante l’infanzia e l’adolescenza, periodi in cui l’accumulo di calcio è cruciale per un corretto sviluppo delle ossa.

Dai risultati emerge come il fattore cardine della prevenzione sia rappresentato dall’adozione di uno stile di vita sano e dall’assunzione di calcio. Solo il 12% delle donne interessate dall’indagine, invece, fa uso della vitamina D a scopo preventivo o come cura, sebbene circa 3 su 5 la consideri una sostanza necessaria per la prevenzione della malattia. Tra coloro che soffrono di osteoporosi (16% del campione intervistato), viene assunta prevalentemente in associazione alla terapia di base, su consiglio del medico di medicina generale, che risulta esserne il principale prescrittore (43%), seguito dal reumatologo (18%) e dall’ortopedico (17%).«L’osteoporosi è una patologia a largo impatto sociale, con diverse e comprovate conseguenze negative di matrice sanitaria, sociale ed economica, spesso sottovalutata e affrontata con grave ritardo. Si tratta, infatti, di una malattia silenziosa, che può progredire per diversi anni fino a quando viene confermata la diagnosi o finché non avviene una frattura.  È un tema di cui tutte le donne hanno sentito parlare, ma su cui solo il 29% si sente ben informata. Tale informazione deriva perlopiù da canali non scientifici, primi fra tutti i mass media (55%) e il passaparola (45%); al terzo posto figura la classe medica, in particolare il medico di famiglia (35%).  Risulta fondamentale aumentare le attività di sensibilizzazione rivolte alla popolazione sulle possibilità di prevenire questa patologia con un corretto stile di vita e assumendo le giuste quantità di calcio e vitamina D. In quest’ottica, O.N.Da organizza ogni anno, in occasione della giornata mondiale dedicata all’osteoporosi, un’H-Open Day, in collaborazione con gli ospedali italiani premiati con i nostri Bollini Rosa, con l’obiettivo di offrire alle donne consulenze ed esami gratuiti», spiega la Presidente di O.N.Da, la dottoressa Francesca Merzagora.«Oggi sentiamo spesso parlare di vitamina D, che pare essere diventata una sorta di panacea universale che guarisce tutto. Ma dall’indagine effettuata da O.N.Da pare che anche tra coloro che dovrebbero essere più informate, le donne in età menopausale, esistono gap nella conoscenza del ruolo che questo ormone calciotropo ha nel preservare la salute ossea. È auspicabile un’informazione scientifica e non sensazionalistica su un ormone, che esplica la sua funzione endocrina sull’assorbimento intestinale di calcio e le cui dosi raccomandate giornaliere sono basate sulla suddetta funzione fisiologica», aggiunge la dottoressa Maria Luisa Brandi, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Firenze. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da)

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
4.4 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti