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Allergie alimentari: il 90% delle reazioni è nei ristoranti

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Pubblicato il: 09-07-2014
Sanihelp.it - Da Loreto l’appello per una corretta informazione sulle allergie: se n’è parlato al Congresso Nazionale organizzato dalla  Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, Sezione Regionale Umbria-Marche e dalla UOC di Allergologia di Civitanova Marche.

Presentata la Carta dei desideri, un documento in forma di appello promosso dalle principali associazioni italiane dei pazienti per chiedere a istituzioni, aziende e attività commerciali di specificare tutto quello che un piatto o una preparazione alimentare contiene.

Diversi i problemi da affrontare. È stato dimostrato per esempio che il 90% delle anafilassi fatali avviene in ristoranti e mense, rarissimi invece i casi di reazioni pericolose nelle proprie case.

Spesso inoltre la non corretta informazione provoca l’inizio di terapie non necessarie, che potrebbero provocare problemi a lungo termine sino a compromettere seriamente la salute, principalmente di bambini e over 65. Il privarsi di certi alimenti, come il latte, il pane e la pasta potrebbe causare carenza nelle ossa, fragilità muscolari e problemi renali.

Le associazioni puntano il dito anche contro alcune i testi diagnostici venduti sul web: non soltanto pacchetti promozionali, ma cliniche specializzate che vendono analisi specifiche per rilevare allergie o intolleranze. 

Serve più informazione: secondo un recente sondaggio europeo, la stragrande maggioranza delle persone non conosce i livelli di soglia di tolleranza agli alimenti allergenici, ossia la più piccola quantità di allergene che provoca una reazione allergica. 

La diffusione di allergie, negli ultimi anni, ha raggiunto negli Stati Uniti e nei paesi occidentalizzati dimensioni quasi epidemiche: attualmente è una delle maggiori cause di anafilassi, cioè reazioni con pericolo di vita. 

Dati che aumentano sempre di più: si stima che attualmente ne siano coinvolti circa il 9-10% a livello pediatrico e 2-3% nella popolazione adulta. Le intolleranze alimentari sono ancora più comuni. Sondaggi indicano che il 25% della popolazione crede di avere qualche tipo di intolleranza.

Nel caso dell’Italia, invece, i bambini sono il 7%, vale a dire circa 600.000 soggetti, mentre gli adulti sono il 2-3%, pari a circa 1.300.000 malati. La percezione di intolleranze alimentari supera il 40%, le vere allergie alimentari interessano circa l'8-10 % della popolazione.

Tra le allergie alimentari, c’è l’ipersensibilità verso l’Anisakis, parassita che viene a contatto con l’organismo quando si mangia  pesce crudo, marinato o poco cotto. Tra gli alimenti introdotti da altri Paesi alcune spezie, come i semi di sesamo, che ormai sono entrati a far parte della nostra alimentazione quotidiana, possono provocare reazioni molto gravi. Il sesamo, inoltre, è uno dei maggiori allergeni in Giordania e in Israele, utilizzato nella dieta per arricchirla di ferro.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso Nazionale L’uomo e il cibo: delizia e croce, organizzato dalla SIAAIC, Soc. Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica, Sezione Umbria-Marche

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