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Malattie veneree

Infezioni sessuali aumentano il rischio di contrarre l'AIDS

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Pubblicato il: 08-07-2014

La sifilide aumenta di oltre sette volte la possibilità di contrarre il virus dell'HIV. La gonorrea di circa 2 volte. A rivelarlo uno studio italiano.

Infezioni sessuali aumentano il rischio di contrarre l'AIDS © Thinstock Sanihelp.it - È durato 25 anni lo studio condotto a Roma presso l’Istituto San Gallicano sulle malattie sessualmente trasmesse. Il dato più importante emerso è che chi è affetto da una infezione di questo tipo ha anche maggiori probabilità di contrarre il virus dell’HIV.
 
Dalla ricerca è emerso infatti come in particolare tra il 2001 e il 2009 si sia verificato un incremento dell’incidenza dell’HIV mai registrato dal 1985, aumento di rischio riscontrato soprattutto tra i più giovani e tra coloro che nel periodo di osservazione avevano contratto infezioni sessualmente trasmesse, come la sifilide o la gonorrea.  Queste ultime due si sono mostrate particolarmente predisponenti al rischio di contagio da HIV: la sifilide si è dimostrata capace di aumentare il rischio di infezione fino a oltre sette volte (nel 2013, inoltre, la proporzione di pazienti sieropositivi con sifilide è risultata del 33% rispetto al 2011 anno in cui era del 17%) mentre la gonorrea di circa due. «Stiamo oggi assistendo ad un abbassamento della guardia rispetto all’AIDS. La malattia infatti da mortale è diventata di tipo cronico grazie alle nuove terapie. C’è quindi  minore paura e precauzione, sia tra i soggetti a rischio che tra gli eterosessuali. La minor attenzione alle misure preventive ha determinato una recrudescenza di tutte le malattie sessualmente trasmesse, ed i soggetti affetti a loro volta acquisiscono più facilmente infezione da HIV» sottolinea Antonio Cristaudo direttore della dermatologia infettiva del San Gallicano.
 
Dati che non devono cadere nel nulla ma anzi «Pongono l’attenzione sulla lotta alle infezioni a trasmissione sessuale come strategia prioritaria da avviare anche per arginare la diffusione di HIV, soprattutto nelle popolazioni più giovani e in quelle più vulnerabili» continua l’esperto. E infatti,  proprio presso l’ospedale romano, da marzo di quest’anno, è stato avviato, in collaborazione con il Ministero della Salute, un programma di lotta alla sifilide nelle popolazioni di giovani adulti, allo scopo di contrastarne il ruolo nella diffusione dell’infezione da HIV.


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Comunicato stampa

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