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Speciale Sole

E ora vai di tintarella!

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Pubblicato il: 15-07-2014

Ti sei protetta? Puoi concederti il lusso di un olio o un unguento che intensifica il colore. Un esperto spiega come e quando usare questi prodotti.

E ora vai di tintarella! © Thinstock Sanihelp.it - Non possiamo definirli solari, perché non hanno filtri protettivi. Ma neppure abbronzanti, in quanto, anche proposti come intensificatori di melanogenesi, non possono influenzare un processo che è geneticamente predeterminato.  Sono prodotti che, utilizzati con le dovute accortezze, possono aiutare a fissare l’abbronzatura e rendere la pelle più bella sotto il sole.

Le formulazioni sono leggere e gradevoli: gli oli sono facilmente spalmabili e formano un film sottile sulla pelle, rendendola visibilmente più lucida e vellutata, gli unguenti hanno una texture più densa di un olio, ma non ungono e non colano, le acque in spray sono rinfrescanti, pratiche e leggere, le emulsioni sono facili da applicare e resistono meglio al sudore e all’acqua.

E ora gli attivi. Oli vegetali, come cocco, nocciolo, caffè, carota, albicocca, capaci di donare un’abbronzatura intensa e duratura. Quelli di jojoba, mandorle dolci, monoi e argan, ricchi di vitamine A ed E e Omega 3, idratano e nutrono la pelle, mantenendola morbida e  setosa anche sotto il sole. Aiutano anche a prevenire l’invecchiamento cutaneo dovuto ai raggi solari.

Come funzionano? «Questi prodotti possono rendere più trasparente lo strato corneo alla penetrazione di maggiori quantità di UV e quindi accelerano il naturale processo di melanogenesi - spiega il professor Giuseppe Monfrecola, direttore della Scuola di specializzazione in dermatologia e venereologia dell’università Federico II di Napoli - Possono essere utili nel mantenimento di un'abbronzatura più uniforme nel tempo, perché idratando il corneo ne limitano la fisiologica desquamazione che allontana le cellule pigmentate talvolta in maniera non omogenea. Spesso contengono sostanze che migliorano la texture della pelle e rendono l'abbronzatura più gradevole».

Attenzione però ai rischi. «Nei primi giorni di sole, quando la pelle non è ancora pigmentata, questo meccanismo può generare una sovraesposizione dei cheratinociti e dei melanociti. Per tale motivo sarebbe bene non venissero impiegati da soggetti di fototipo basso o addirittura con capelli rossi e lentiggini. Mai sui bambini o persone che hanno sofferto di precancerosi o tumori cutanei o individui che assumono farmaci fotosensibilizzanti o immunosoppressivi.

Possono essere usati da chi si abbronza facilmente e rapidamente, usando diligentemente nei primi giorni dei solari fotoprotettivi. Bisogna tuttavia tenere presente che le condizioni ambientali estreme (tropici, intere giornate in barca) possono essere aggressive anche per una pelle bruna».

E se li metto insieme a un solare con filtri UV? «Non è logico: se applico prima il solare fotoprotettivo e dopo l'olio, ne blocco la funzione; idem se faccio il contrario».


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Redazione

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