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La cannabis disattiva gli effetti dell'ormone del piacere

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Pubblicato il: 18-07-2014
La cannabis disattiva gli effetti dell'ormone del piacere © Thinstock Sanihelp.it - In svariate parti del mondo si sta discutendo sull'opportunità dell'introduzione o meno della cannabis come sostanza analgesica nel trattamento di condizioni che presuppongono dolore forte e costante che i normali medicinali non riescono a lenire. Ci si divide solitamente tra coloro i quali ritengono questo speciale tipo di erba per lo più innocua e scevra di effetti collaterali, e chi invece la considera particolarmente pericolosa per la salute, soprattutto a causa del potenziale di dipendenza che presenta.

Dopo varie sperimentazioni che avevano messo in luce numerosi effetti positivi dell'assunzione di cannabis per quanto riguarda la salute in vari soggetti, per esempio quelli affetti da sclerosi multipla, glaucoma, anoressia e asma, arriva oggi una ricerca promossa dal National Institute of Drug Abuse in collaborazione con l'Imperial College London: i risultati, pubblicati dalla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Science, sono volti a controbilanciare la tendenza a ritenere la marijuana, come detto in precedenza, una sostanza terapeutica.

Secondo questo studio, il consumo di cannabis renderebbe il cervello meno reattivo agli effetti della secrezione di dopamina, neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore e in sentimenti quali ricompensa, soddisfazione, sonno e memoria. Questo sarebbe l'esito della sperimentazione, condotta su 48 persone, a metà delle quali era stato somministrata la cannabis mentre all'altra metà un placebo.

Ciò significa che il consumo di questa sostanza può comportare effetti collaterali spiacevoli: alcuni, già documentati, come letargia e apatia, altri legati appunto alla minor reattività del cervello agli effetti della dopamina, come ansia e depressione. Probabilmente, come la maggior parte delle cose, il suo consumo può comportare sia esiti positivi che negativi: ciò che comunque è praticamente sicuro verrà alimentato con ancor più vigore, dopo questa sperimentazione, è la querelle sulla cannabis come possibile sostanza terapeutica. Con buona pace del malato, che rivendica il diritto a scegliere le proprie cure.  


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
National Institute of Druge Abus, Imperial College London

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