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Chikungunya si diffonde nei Caraibi

Zanzare responsabili di una malattia virale ormai epidemica

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Pubblicato il: 21-07-2014
Zanzare responsabili di una malattia virale ormai epidemica © Thinstock Sanihelp.it - La Chikungunya (CHIK), una malattia virale trasmessa all’uomo da zanzare infette, si sta diffondendo rapidamente tra la popolazione dei paesi caraibici, dove ha già causato un allarme sanitario ad Haiti e nella vicina Repubblica Dominicana.

Il virus che causa la malattia è stato descritto per la prima volta in Tanzania nel 1952 e si è poi diffuso rapidamente in Africa, Asia e nel sub-continente indiano. Dal 2004 la malattia ha raggiunto proporzioni epidemiche e ha interessato anche le Americhe e l’Europa (nel 2007 un focolaio di Chikungunya è stato segnalato nel nord-est dell’Italia).

Oggi, le zone maggiormente a rischio sono quelle i cui sono presenti le zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus (ovvero i paesi tropicali tra cui Africa, Asia, Caraibi e Sud America), i principali vettori della malattia: nei paesi caraibici, l'Organizzazione Panamericana della Sanità conta più di 55.000 casi (tra i sospetti e i confermati), anche se i funzionari sanitari locali pensano che il numero sia molto più alto a causa degli episodi non denunciati.

Il nome Chikungunya deriva da una parola nella lingua Kimakonde che significa "contorcersi", utilizzata per descrivere l'aspetto curvo dei malati con dolori articolari: la Chikungunya infatti è caratterizzata da un esordio improvviso di febbre spesso accompagnata da artralgia, dolori muscolari, mal di testa, nausea, affaticamento ed eruzioni cutanee.

Il dolore causato dal virus è spesso debilitante, e può durare da pochi giorni a diverse settimane. Nella sua forma più comune non è mortale, e anche i sette decessi ultimamente imputati alla Chikungunya sembrano derivare da altre patologie di cui i malati soffrivano.  

Ad oggi non esiste un vaccino antivirale specifico per la cura di questa malattia, e infatti la terapia farmacologica a base di antipiretici ed analgesici è principalmente diretta ad alleviare i sintomi: ad Haiti, dove i casi stimati sono 5.500, il prezzo del paracetamolo è addirittura raddoppiato.

La vicinanza ai siti di riproduzione delle zanzare infette è senza dubbio uno dei più consistenti fattori di rischio per la Chikungunya: proprio per questo motivo, nei paesi più colpiti, le comunità stanno provvedendo all’eliminazione degli habitat in cui le zanzare prolificano, ovvero pozze d'acqua stagnanti di origine naturale o artificiale.

Per coloro che vivono o viaggiano in paesi a rischio, è invece consigliabile l’utilizzo di repellenti (soprattutto quelli contenenti DEET, IR3535 o icaridin) e di indumenti che riducano al minimo l’esposizione della pelle ai vettori della malattia: per coloro che dormono durante il giorno come bambini piccoli, malati e anziani invece, è consigliabile riposare protetti da zanzariere trattate con insetticidi.

E se nelle sei settimane successive al rientro dal viaggio in uno dei paesi a rischio si dovessero manifestare sintomi simili a quelli della Chikungunya, è consigliabile recarsi immediatamente presso il proprio medico specificando subito il luogo in cui si ha soggiornato.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
World Health Organization (WHO)

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