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Il punto in un Congresso a Roma

Colon, le novità nella chirurgia

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Pubblicato il: 29-07-2014

La chirurgia mininvasiva è in continua evoluzione e consente di ridurre le complicanze legate all'intervento e la mortalità. Le novità per il cancro del colon-retto.

Colon, le novità nella chirurgia © Thinstock Sanihelp.it - I Nuovi trend in chirurgia colo-rettale sono stati al centro del Congresso Nazionale tenutosi presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, organizzato dal Professor Achille L. Gaspari, un appuntamento che ha visto la partecipazione di stranieri leader in USA e UK e connazionali da tutta Italia.
 
Il tumore al colon ha un’incidenza importante, soprattutto per adulti e anziani, ma per questa patologia è possibile attuare strategie preventive e formulare una diagnosi precoce. L’individuazione di polipi nel colon e la loro rimozione mediante un semplice intervento endoscopico, ne impedisce la trasformazione in cancro. Questa prontezza d’intervento garantisce una spesa economica, sia dello Stato che del singolo cittadino, di gran lunga inferiore rispetto alla stessa se lo stato della malattia diventasse conclamato.«La terapia chirurgica non è cambiata nella sostanza, quanto nella sua forma. L’intervento chirurgico è sicuramente più efficace in termini di riduzioni delle complicanze e recupero funzionale del paziente. Oggi interventi una volta gravosi per anziani possono essere eseguiti con sicurezza e risultati sovrapponibili a quelli ottenuti in pazienti più giovani. A partire dagli anni Settanta è cambiato l’approccio alle malattie del colon già con l’introduzione della colonoscopia, per poi progredire con l’utilizzo delle suturatrici meccaniche negli anni Ottanta, proseguire con la laparoscopia, fino alla robotica ai giorni nostri: questa è l’evoluzione continua della chirurgia mininvasiva, ossia quella che riduce i tagli al minimo indispensabile. Questa ha ridotto il numero delle complicanze legate all’intervento stesso e all’accesso chirurgico di almeno un terzo: allo stesso modo è diminuita anche la mortalità, anche nei pazienti anziani e fragili», spiega il Professor Pierpaolo Sileri dell’Università Tor Vergata di Roma. 
 «In Italia l’oncologia è promettente e limitata allo stesso tempo. Da un punto di vista culturale e tecnico, infatti, siamo nelle condizioni di confrontarci con le nazioni più avanzate al mondo. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, invece, tutto è lasciato alla volontà delle singole regioni di creare reti oncologiche e di stabilirne criteri. Noi riteniamo che lo Stato e il Ministero della Salute debbano garantire, tramite direttive, uniformità e disciplina per tutti i centri di eccellenza. Non deve essere il cittadino a impazzire nella ricerca di informazioni e soluzioni, ma spetta allo Stato creare un sistema di prevenzione e informazione corretta, tale da garantire una soluzione definitiva e senza controindicazioni», aggiunge il Professor Achille L. Gaspari, Ordinario all’Università di Tor Vergata di Roma, nonché Presidente Società Italiana di Chirurgia Oncologica.
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Comunicato stampa

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