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Una proteina sente vibrare le cellule e le rende plastiche

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Pubblicato il: 27-08-2014
Sanihelp.it - Una ricerca pubblicata su Cell e condotta da Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) e dall’Università degli Studi di Milano con la collaborazione dell'Istituto di Meccnobiologia della National University di Singapore e con il Danish Cancer Society Research Centre di Copenhagen, individua la proteina che attribuisce alle cellule la dote della plasticità.

Il protagonista della scoperta è la proteina  ATR: avverte il danno al DNA e attiva P53, il gene definito guardiano del genoma perché preposto alla preservazione della stabilità del nostro patrimonio genetico attraverso la prevenzione delle mutazioni e quindi dei tumori.

Ogni volta che le cellule subiscono uno stress meccanico, proveniente dal nucleo o dall’esterno della membrana, ATR è capace di avvertire come un diapason queste vibrazioni meccaniche e si attiva immediatamente posizionandosi sulle membrane nucleari e conferendo plasticità alla cellula per tutelarla dallo stress.

ATR avrebbe quindi un ruolo apicale nella modulazione della plasticità della cellula, caratteristica rilevante sia durante lo stress meccanico sia  durante il processo di migrazione, come nel caso delle metastasi.

Per invadere i tessuti anche distanti la cellula tumorale adotta varie strategie, per esempio deformandosi tutta, nucleo incluso, per passare attraverso gli interstizi più stretti. Questa capacità della cellula dipende proprio da ATR, che potrebbe rivestire il doppio ruolo di protettore della cellula e oncosoppressore e, al tempo stesso, di propulsore della diffusione tumorale, agevolando le metastasi.

Non è tutto: è noto che le staminali hanno una soglia di attivazione di ATR molto elevato e questo fattore è spesso considerato come l’origine della recidiva nelle cure chemioterapiche. Ciò che emerge dallo studio è che sia altamente probabile un rapporto di causa-effetto tra la plasticità delle staminali e ATR. 

L'obiettivo è ampliare la ricerca sia sul fronte conoscitivo delle metastasi, sia nell'ambito del differenziamento cellulare, per guardare alle applicazione di eventuali terapie.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) e UniversitÓ degli Studi di Milano

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