Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Limitare i danni cardiaci causati dal diabete: oggi si può

di
Pubblicato il: 14-08-2014
Sanihelp.it - Con la diffusione di stili di vita poco salutari risultano in aumento patologie correlate a sedentarietà, quali l'obesità, e regimi alimentari sbilanciati, quali diabete. Secondo i dati Istat pubblicati nel novembre del 2011, sono quasi 3 milioni gli italiani che presentano quest'ultima condizione, pari a circa il 5% della popolazione: un numero assolutamente notevole, che sicuramente in questi ultimi tre anni sarà anche cresciuto. Le conseguenze del diabete sono piuttosto serie, specie a lungo termine: livelli di glicemia sbilanciati possono portare come conseguenza alla lunga ulcera, glaucoma, tunnel carpale e complicazioni cardiache.

Le complicazioni cardiache, in particolare, comprendono fenomeni come macroangiopatia diabetica, aterosclerosi, angina pectoris, ictus e infarto del miocardio. Ciò nonostante esistono modi per evitare tali effetti a lungo termine. Secondo uno studio recente dell'Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo, pubblicato sul Giornale Italiano di Cardiologia, il segreto per mantenere sano il proprio cuore nonostante il diabete è di ricorrere a farmaci di ultima generazione, intervenendo soprattutto con tempismo laddove se ne presenti la necessità.

La disfunzione piastrinica causata da questa condizione aumenta infatti il rischio di coaguli: laddove ancora non vi sia una coronaria ostruita occorre intervenire con antiaggreganti quali Prasugrel e Ticagrelor, di modo da prevenire il pericolo di trombosi; se al contrario il grumo prodotto quale effetto collaterale del diabete blocca la coronaria, il consiglio è quello di rimuovere chirurgicamente il coagulo, con bypass o angioplastica a seconda della gravità e delle condizioni del paziente.

Ma perché il diabete a lungo termine porta come complicazione l'aumento di rischio dei danni cardiaci? Il motivo risiede appunto nell'eccesso di glucosio nel sangue, che favorisce la glicazione delle lipoproteine a bassa densità, o LDL, quelle del colesterolo cosiddetto cattivo per intenderci. Questo processo è alla base dell'aterosclerosi, o infiammazione cronica delle arterie. Inoltre, la terapia con insulina è associata a disfunzione piastriniche, con elevato effetto aggregante.  
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo, Giornale Italiano di Cardiologia

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti