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Un lavoro frutto della collaborazione di 35 centri italiani

Tumori cerebrali ed epilessia: lo studio italiano

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Pubblicato il: 26-08-2014

Uno studio, con la collaborazione di 35 centri italiani, ha indagato la gestione dei pazienti con epilessia tumorale. I risultati della survey e i passi futuri in questo ambito.

Tumori cerebrali ed epilessia: lo studio italiano © Thinstock Sanihelp.it - È stato pubblicato su Neurological Sciences, il giornale ufficiale della Società Italiana di Neurologia (SIN), il lavoro frutto del gruppo di studio su Epilessia e tumori cerebrali nato nel 2012 all’interno della Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE) e costituito da 35 centri italiani al cui interno operano neurologi esperti in materia. Per coordinare lo studio è stato scelto il Centro per la cura dell’Epilessia tumorale dell’Istituto Regina Elena, di cui è responsabile la Dottoressa Marta Maschio, in collaborazione con il Centro Epilessia dell’Ospedale S.S. Pietro e Paolo di Venezia, diretto dal Dottor Francesco Paladin.
 
Obiettivo dello studio, verificare quanti pazienti con epilessia tumorale vengono seguiti e in che modo da parte dei centri epilessia italiani afferenti al gruppo di studio. Per fare questo è stata strutturata e inviata a tutti i centri una survey riguardante le attività degli anni 2010-11. 
 
Dalle risposte all’indagine è emerso che 2.528 pazienti su 12.068 (solo il 21 % sul totale stimato con diagnosi di epilessia tumorale in Italia), durante il periodo preso in esame, sono stati seguiti presso centri specializzati. Da questa prima rilevazione sembra dunque che un’alta percentuale di pazienti con epilessia tumorale venga seguita senza il supporto di team multidisciplinari dei quali possano far parte anche i centri per l’epilessia.  «Il passo successivo, una volta comprese le modalità di presa in carico, sarà poi quello di comprendere con quali farmaci e con quali approcci terapeutici sono stati fino a oggi trattati i pazienti con epilessia tumorale, sempre presso i Centri Epilessia. Una volta portata a termine questa valutazione, sarà sicuramente più facile individuare i percorsi più appropriati per la condivisione con le altre discipline e per la stesura di protocolli terapeutici condivisi», spiegano gli autori dello studio.
 
Questo lavoro, che è il primo dedicato alla situazione italiana, conferma come siano fondamentali un modello di cura multidisciplinare e una costante e armoniosa collaborazione tra i vari specialisti, al fine di ottimizzare la qualità delle cure e garantire il miglior approccio terapeutico al paziente che deve affrontare due gravi patologie in contemporanea.
 
«L'attività del gruppo di studio nazionale LICE coordinato da Maschio e Paladin - afferma Ruggero De Maria, Direttore Scientifico del Regina Elena - ha un impatto clinico molto rilevante in quanto permette ai pazienti affetti da epilessia di affrontare meglio la patologia tumorale e di migliorare sensibilmente la qualità di vita. I dati clinici e l'esperienza scientifica che sta maturando questo gruppo sono un esempio di come sia sempre più necessario coniugare assistenza clinica e ricerca, specialmente in campo oncologico».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Istituto Tumori Regina Elena di Roma

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