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Manipolare i brutti ricordi: fantascienza o realtà?

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Pubblicato il: 28-08-2014
Manipolare i brutti ricordi: fantascienza o realtà? © Thinstock Sanihelp.it - Il meraviglioso film di Michel Gondry, splendidamente sceneggiato da Charlie Kaufman, «Se mi lasci ti cancello», raccontava di un uomo, Jim Carrey, che scopriva che la sua ex convivente, Kate Winslet, era riuscita ad eliminare dalla propria memoria ogni ricordo riguardante la loro vita insieme. Contrariato da un tale comportamento, lo stesso individuo si sottoponeva al trattamento, ideato da una sorta di folle scienziato a capo dell'agenzia Lacuna e basato su di un danno cerebrale paragonabile, a suo dire, ad una forte bevuta.

Nel film Jim Carrey comprendeva troppo tardi quanto fosse sbagliato cancellare tutti i ricordi di una storia finita male, trascinando nella terapia non solo la memoria degli strascichi degli ultimi, inevitabilmente pessimi, momenti ma anche tenere reminiscenze. Purtroppo per lui, avesse atteso qualche anno, forse avrebbe potuto evitare un tale effetto collaterale, in quanto un team di neuroscienziati americani del MIT ha condotto una sperimentazione rivoluzionaria, pubblicata sulla rivista specializzata Nature, in cui affermano come sia possibile secondo loro invertire le associazioni emotive legate ai ricordi, trasformandoli da brutti a bellissimi.

Lo studio, svolto sugli animali, si basa sulla tecnica avveniristica dell'optogenetica, ovvero sia la manipolazione di cellule cerebrali attraverso il controllo dell'attività dei neuroni. Dopo aver confermato il ruolo centrale del collegamento tra amigdala e ippocampo nel associare una determinata emozione ad uno specifico ricordo, gli scienziati hanno tracciato una mappa delle cellule del cervello delle cavie che si attivavano per ogni specifico ricordo utilizzando come marcatore una proteina sensibile alla luce. Grazie a questa tecnica, i ricercatori non solo potevano far riaffiorare un determinato momento del passato al topolino, ma erano addirittura in grado di impiantare falsi ricordi all'interno della mente dell'animaletto.

Come se non bastasse, gli scienziati americani hanno voluto cercare di invertire gli stati emozionali legati a determinati ricordi, cercando dunque di associare ad un'esperienza negativa reazioni comunque positive. Secondo l'opinione dei dottori in questione, il tentativo ha fornito risultati incoraggianti. Ma perché intervenire sul cervello di un paziente, proprio come accade in certi romanzi di fantascienza di Philip K. Dick? La sperimentazione sarebbe volta, secondo i ricercatori del MIT, a fornire un'opzione, oltre alla psicoterapia, nel trattamento dello stress post-traumatico in relazione ad un evento drammatico. 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Mit, Nature

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