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Functional training: l'altro modo di tenersi in forma

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Pubblicato il: 08-09-2014

Per tutti coloro che sono alla ricerca di nuovi stimoli e idee per il proprio allenamento, ecco una proposta fitness da non perdere. A raccontarci di che si tratta è un esperto del settore, il personal trainer Umberto Carfora

Functional training: l'altro modo di tenersi in forma © Redazione Sanihelp.it - Spopola nei fitness club di tutto il mondo poiché non richiede l’impiego di macchinari costosi, non ha controindicazioni particolari e prevede un programma graduale e progressivo che va a rinforzare globalmente la muscolatura: stiamo parlando dell’allenamento funzionale, una disciplina che non rappresenta solo una moda del momento, ma costituisce invece un nuovo approccio al movimento, in grado di regalare un corpo tonico e una maggiore elasticità senza l’obbligo di rinchiudersi in palestra. Sì, perché il functional training si può praticare anche all’aperto avvalendosi dell’aiuto di pochi attrezzi oppure di semplici oggetti di uso comune quali corde, pneumatici e mattoni: un motivo in più questo, per avvicinarsi a tale nuova stimolante disciplina.

Per comprendere meglio cosa rende il functional training così unico e speciale in termini di benefici per l’organismo, abbiamo chiesto aiuto a Umberto Carfora, personal trainer presso la palestra 20Hours di Milano, nonché spinter a livello nazionale.

«Il nostro corpo è fatto per muoversi liberamente nello spazio sui tre diversi piani (sagittale, orizzontale e frontale), utilizzando contemporaneamente vari gruppi muscolari e compiendo azioni complesse che poco hanno a che fare con i movimenti svolti attraverso il classico allenamento con i carichi in palestra, fatto di principalmente di isolamenti muscolari» spiega Umberto.

Il termine funzionale sta infatti ad indicare un allenamento in grado di aiutare l’organismo a compiere con più facilità e scioltezza quei movimenti che si ripetono durante la giornata: alzare la borsa della spesa, spostare un carico (un mobile ecc.).

Continua il trainer: «L'allenamento funzionale, meglio di qualunque altro, sfrutta esercizi che coinvolgono tutto il corpo, senza dunque dividerli per gruppi muscolari (come previsto dalle classiche schede di allenamento), affinché chi lo pratica possa imparare ad utilizzarlo come un’unica unità, e migliorare la propria condizione e forza fisica, per affrontare al meglio le situazioni che si presentano nella vita reale».

Principale obiettivo di questa attiva è dunque quello di sviluppare movimenti più forti e veloci, meglio coordinati, più resistenti ed elastici. Ciò permette a chiunque di riuscire a migliorare le proprie prestazioni fisiche, o più semplicemente eseguire movimenti, piegamenti ecc. con maggior facilità.

«Notevole importanza assume lo sviluppo del core, i muscoli profondi del tronco e del bacino, coinvolti sia in condizioni di staticità (essi aiutano a mantenere una postura corretta ed una condizione di equilibrio) che di movimento» spiega l’esperto. «Core sta per centro, ed è proprio dal centro del nostro corpo partono tutti i movimenti».  

Conclude il trainer: «Sono davvero tanti gli esercizi  funzionali dinamici e coinvolgenti, con forte impatto a livello metabolico, che ci possono aiutare a rompere la statica routine dei workout a cui siamo abituati. Come spesso dico scherzando alle persone che si allenano con me, come speri di migliorare il tuo fisico passando un'ora seduto sulle macchine? Kettlebell, palle mediche, corde e pedane sono la base di questo nuovo divertente gioco in grado di portare il nostro fisico ad essere realmente quella macchina perfetta alla quale tanto ambiamo».
 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Umberto Carfora, personal trainer presso la palestra 20Hours di Milano

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