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Igiene orale: ecco la manovra che elimina la placca nascosta

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Pubblicato il: 16-09-2014
Igiene orale: ecco la manovra che elimina la placca nascosta © Thinstock Sanihelp.it - Ormai è noto come le infiammazioni del cavo orale possano diffondersi ad altri organi del corpo, spesso distanti dalla bocca, aprendo la porta a gravi patologie. Ecco perché un’accurata igiene orale aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, parti prematuri e naturalmente parodontiti.

Uno studio della Columbia University di New York pubblicato sul Journal of the American Heart Association, mostra come il miglioramento della salute delle gengive e la riduzione della presenza di batteri legati alla malattia parodontale siano legati a un rallentamento del processo di aterosclerosi, la deposizione di placche nelle arterie alla base di malattie cardiache e ictus.

Quello che forse non tutti sanno, è che anche quando ci laviamo i denti, la placca nascosta resiste! Questo perché nella bocca esistono zone più difficili delle altre da raggiungere con lo spazzolino, in cui la placca si accumula giorno dopo giorno. 

E proprio le aree dentro e lungo il bordo gengivale e quelle tra gli spazi interdentali sono le più sensibili, quelle comunemente associate a gengiviti e malattie parodontali: è lì che dobbiamo insistere con un’azione di spazzolamento efficace ma delicata, perché le gengive sono un tessuto che potrebbe venire danneggiato da un’azione troppo aggressiva. 

A questo scopo esiste una tecnica di spazzolamento ad hoc, consigliata per un’igiene più accurata degli spazi interdentali e del solco gengivale: la tecnica di Bass, che suggerisce un posizionamento dello spazzolino orientato a 45 gradi rispetto al margine delle gengive. 

La tecnica di Bass permette di raggiungere efficacemente la placca sottogengivale sia a livello del solco gengivale che nelle nicchie interdentali, includendo un delicato massaggio gengivale e si esegue posizionando lo spazzolino a livello degli spazi interprossimali e del solco gengivale, orientandolo a 45 gradi rispetto al margine.

Si compiono poi piccoli movimenti vibratori per 6-7 volte al fine di disgregare la placca batterica e un successivo movimento a rullo o semirotatorio dalla gengiva verso il dente. La pulizia andrebbe iniziata dalle superfici esterne, poi quelle interne e infine le superfici occlusali.

La pulizia dei lati interni dei denti incisivi, difficilmente raggiungibili a causa delle ridotte dimensioni dell’arcata dentale, va eseguita orientando lo spazzolino in posizione verticale.

Anche il tipo di spazzolino utilizzato può fare la differenza. Per risolvere il problema delle zone delicate e difficili da spazzolare sono stati messi a punto nuovi spazzolini con un doppio livello di setole differenziate e impugnatura brevettata, che favorisce e semplifica la manovra di inclinazione a 45 gradi.
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