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Prevenzione

Fumo passivo: 8 italiani su 10 non sanno che causa il cancro

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Pubblicato il: 23-09-2014

Il 25% della popolazione italiana è esposto al fumo passivo, ma questo non è percepito ancora come fattore di rischio. I risultati di un'indagine e i prossimi passi di AIOM.

Fumo passivo: 8 italiani su 10 non sanno che causa il cancro © Thinstock Sanihelp.it - Che il fumo sia uno dei maggiori fattori di rischio in ambito tumorale è abbastanza noto, i danni del fumo passivo però sembrano decisamente meno conosciuti: 8 cittadini italiani su 10 infatti non sanno che il fumo passivo causa il tumore al polmone. A essere esposto al fumo passivo sarebbe il 25% della popolazione italiana. Il 71% inoltre fuma d’abitudine in luoghi chiusi, il 49% fuma in presenza di bambini e secondo il 43% smettere di fumare non riduce il rischio di tumore al polmone.
 
I preoccupanti dati emergono da un sondaggio condotto sul territorio nazionale dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) su oltre 3.000 cittadini e conclusosi nel luglio scorso. L’indagine fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sulla patologia, promossa dall’AIOM, con il patrocinio della Fondazione Insieme contro il Cancro e dell’associazione dei pazienti WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe). «Con circa 38.000 nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese, il tumore del polmone è la terza neoplasia più frequente, dopo quelle al colon retto e al seno - spiega il professor Carmine Pinto, presidente eletto AIOM e Direttore Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma -. Ma, a differenza di altre, si caratterizza per un forte stigma sociale. Infatti il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un fumatore, sia colpevole della propria condizione. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni. A ottobre partirà un vero e proprio tour di sensibilizzazione sui danni anche del fumo passivo in otto Regioni, rivolto ai cittadini e alle Istituzioni. Interverranno oncologi, rappresentanti degli Assessorati regionali alla Sanità e delle associazioni dei pazienti. Un momento di confronto e di crescita, oltre che di creazione di un percorso educazionale e informativo».Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno.
 
«Le sigarette - sottolinea il professor Francesco Cognetti, presidente di Insieme contro il Cancro - possono trasformare il salotto di casa o l’abitacolo dell’automobile in vere e proprie camere a gas. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini. Un proposta simile è già stata avanzata dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nell’estate 2013. Il progetto però non è stato accolto. Rinnoviamo il nostro appello alle Istituzioni affinché siano introdotte norme più stringenti, peraltro già adottate con successo in altri Paesi».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa AIOM Associazione Italiana di Oncologia Medica

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