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Amare oggi

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Pubblicato il: 26-01-2005

Sanihelp.it ha incontrato la dottoressa Alda Marini che ci ha spiegato cosa significa oggi la parola amore e come viene vissuto nella società attuale.

Sanihelp.it - Quante volte ci siamo chiesti cosa significa amare?  
 
Con l’aiuto della psicologa analista Alda Marini cerchiamo di capire qualcosa di più di questo universo misterioso che è l’amore.  
 
«Lo psicologo Jung afferma che la relazione amorosa serve all’uomo per scoprire se stesso. Amare significa trovare nell’altro la parte autentica di se stessi, quell’originalità che ciascuno possiede ma che solo la persona amata può cogliere».  
 
In base a questa affermazione possiamo individuare due tipi di legami.  
 
Il primo è un matrimonio di supporto: nasce cioè da un bisogno di compensazione.  
 
La radice di questi rapporti è nella nostra società: oggi l’uomo si sente emotivamente solo, seppur avvolto in un turbine di relazioni artificiali (basti pensare alla comunità virtuale di Internet e alla comunicazione senza volto dei telefoni cellulari).  
 
Questo tipo di relazione risponde al bisogno di essere valorizzati in un mondo che spersonalizza, ma in realtà non si accetta l’altro com’è, ma solo in funzione di ciò che manca a se stessi. 
 
Quando ci si accorgerà che l’altro non risponde ai propri bisogni, subentrerà la frustrazione: questo può indurre una dipendenza affettiva, perché si continua a chiedere all'altro ciò di cui si ha bisogno per sopravvivere. 
 
Comunque non è detto che queste storie siano destinate a finire; tutt’altro, possono durare per sempre. Ci sono grandi amori che finiscono, e storie di compensazione che durano per la vita.  
 
Quando invece in una storia c’è un vero intreccio di anime si parla di legame individuativo o di salvezza.  
 
Perché individuativo? Perché, pur amandosi, nessuno dei due perde di vista la propria interezza e la propria unicità: non si ricerca nell’altro il soddisfacimento dei propri bisogni, ma un aiuto a integrare le parti mancanti.  
 
Anticamente la prospettiva di vita arrivava ai 40 anni, quindi stare con qualcuno per tutta la vita voleva dire trascorrere insieme una ventina d’anni… Oggi l’uomo ha una longevità raddoppiata: una coppia condivide una gran fetta della propria esistenza quindi, per sopravvivere, deve possedere un’estrema capacità di trasformazione.  
 
Oggi inoltre le coppie pretendono di condividere tutto, esigendo dal compagno una grande adattabilità che non tiene conto della differenza uomo-donna e la conservazione dei propri spazi è vissuta come una minaccia al rapporto.

In questo senso la tendenza attuale a ritardare l’instaurazione di un legame affettivo è buona cosa, in quanto con l’avanzare dell’età la persona si fa più matura e più pronta a costruire legami veri. 
 
Anche Freud affermava che un uomo adulto è un uomo capace di amare e lavorare, e se in questa società è grande la riuscita nel lavoro, l'amore rimane il luogo dei fallimenti. 
E le percentuali attuali di single e di famiglie separate dimostrano proprio l’incompiutezza dell’individuo di oggi…».  
 


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Redazione Sanihelp.it

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