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Apnee ostruttive: danni al cervello reversibili dopo la cura

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Pubblicato il: 25-09-2014
Apnee ostruttive: danni al cervello reversibili dopo la cura © Thinstock Sanihelp.it - Uno studio condotto dai ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano dimostra come i deficit neurocognitivi associati a modificazioni strutturali del cervello negli individui con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSA-obstructive sleep apnea) siano reversibili dopo il trattamento delle apnee.

Chi soffre di apnee ostruttive del sonno, durante il riposo, ha un’occlusione a carico delle prime vie aeree, quelle retrolinguali: quando si verifica un restringimento parziale, si ha il russamento; quando l’occlusione è completa si ha l’apnea, con risvegli che non sempre sono coscienti, ma registrabili con l’esame polisonnografico notturno.

Di OSA soffrono circa 1 milione e 600mila italiani: i soggetti a rischio sono soprattutto le persone in sovrappeso, con collo corto e tozzo o con la mandibola piccola.

Se non curata, questa patologia aumenta il rischio cardiaco: durante l’apnea il cuore rallenta, per poi accelerare di colpo alla ripresa del respiro; inoltre durante l’apnea diminuisce il livello di ossigeno nel sangue.

Questa ipossia intermittente contribuisce a determinare le alterazioni nelle funzioni cognitive. C’è poi, in relazione alla frammentazione del sonno, il problema della sonnolenza di giorno con il rischio di incidenti d’auto e infortuni sul  lavoro.
 
In un precedente studio pubblicato nel 2009 dallo stesso gruppo di ricercatori del San Raffaele, era stato dimostrato che i soggetti affetti da OSA, quando eseguono compiti che richiedono attenzione e  memoria, attivano un maggior numero di aree cerebrali, rispetto ai soggetti sani.

Questo eccessivo sforzo risulta normalizzarsi dopo l’uso della terapia con CPAP (apparecchio a pressione positiva continua che immette aria forzata attraverso una maschera nasale che tiene aperte le vie aeree evitando così le apnee).

In un’altra ricerca del gruppo del San Raffaele, pubblicata nel 2011, era stato evidenziato come le apnee notturne determinino modificazioni strutturali della sostanza grigia cerebrale.
 
Grazie alle tecniche avanzate di risonanza magnetica, i ricercatori hanno dimostrato che nei soggetti con apnee notturne anche la sostanza bianca è alterata in diverse aree cerebrali. È stato possibile mettere in risalto le aree cerebrali dove la sostanza bianca appariva diversa e poi seguirne le modificazioni osservando l’effetto della terapia.
 
Allo studio hanno partecipato 17 persone con OSA che dopo 3 mesi di trattamento con l’apparecchio CPAP hanno avuto miglioramenti nella sostanza grigia cerebrale e dopo 1 anno di trattamento la completa normalizzazione anche della sostanza bianca, con notevole beneficio delle funzioni cognitive (attenzione, memoria e funzioni esecutive).
 
La CPAP permette una normalizzazione delle funzioni cognitive, accompagnata alla normalizzazione del danno strutturale a livello della sostanza bianca cerebrale solo dopo un anno di trattamento.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IRCCS Ospedale San Raffaele

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