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Perdita dei capelli? Aumentano ansia e depressione

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Pubblicato il: 14-10-2014

La caduta dei capelli ha anche un forte impatto psicologico, con un rischio di ansia e depressione. Uno studio rivela inoltre che chi soffre di alopecia è psicologicamente più fragile.

Perdita dei capelli? Aumentano ansia e depressione © Thinstock

Sanihelp.it - Nel corso della vita circa il 50% degli uomini e il 15% delle donne sono interessati dalla perdita dei capelli. Le cause possono essere molteplici: dallo stress alle preoccupazioni, dalle cause genetiche a quelle ormonali.
 
Gli specialisti della Società Italiana di Chirurgia della Calvizie hanno però discusso circa la presenza di una correlazione inversa, indagata da un recente studio: le persone con alopecia (sia areata sia androgenetica) sono psicologicamente più fragili e mostrano segni di ansia e depressione in misura maggiore rispetto alla popolazione con una chioma folta.

Il Professor Pietro Lorenzetti, Incoming President della Società, spiega: «Lo potremmo definire effetto Sansone e funziona come un serpente che si morde la coda, lo stress aumenta il livello di alcuni ormoni nel sangue che danneggiano il follicolo pilifero e quando i capelli cadono l’immagine riflessa nello specchio ha un impatto negativo nella percezione del soggetto. Un'interessante ricerca pubblicata nel 2014 sull’Indian Journal of Dermatology ha rilevato come il disagio rispetto all’aspetto fisico nei soggetti con alopecia influenzi negativamente l’umore aumentando la depressione del 38% e l’ansia del 62% rispetto al gruppo di controllo. E gli aspetti psicologici della calvizie erano stati confermati anche da una ricerca italiana del 2013 su 351 pazienti, apparsa sul Journal of Clinical Dermatology, che ha mostrato come la perdita dei capelli sia meno accettata dal sesso femminile che reagisce con una probabilità 4 volte superiore di avere segni depressivi, rabbia e preoccupazione. Chi perde i capelli sviluppa un disturbo nell’immagine di sé, bassa autostima e sofferenza che devono essere prese in considerazione».

«L’approccio alla calvizie non può essere limitato alla discussione delle caratteristiche di un intervento chirurgico, ma valutare le aspettative del paziente, discutere le probabilità di successo e comprendere il livello di stress del soggetto che insieme a tratti di ansia può determinare l’insoddisfazione rispetto ai risultati.

Al momento la soluzione più efficace e definitiva alla calvizie severa è l’autotrapianto che si esegue con due tecniche: la FUE e la FUT e che in alcuni casi possono essere combinate tra loro.
Per FUE (Follicular Unit Extraction) si intende l’estrazione di singole unità follicolari mediante l’utilizzo di un bisturi circolare del diametro di circa un millimetro. Ogni follicolo viene trattato e poi innestato nella zona ricevente. La tecnica FUT (Follicolar Unit Transplantation) invece è una tecnica di autotrapianto di capelli che consiste nel prelievo di una striscia di cuoio capelluto (chiamata strip) di circa un millimetro di altezza dall’area donatrice. I lembi della striscia vengono poi suturati tra loro e la cicatrice diventa invisibile sotto ai capelli. Da questa striscia vengono estratte le unità follicolari. La scelta dell’una o dell’altra tecnica dipende dal tipo di calvizie, dalle sue cause, dal tipo di capello e da molte altre valutazioni da fare in sede di consultazione. La maggior parte dei capelli trapiantati è destinata a cadere nelle sei settimane successive, un fenomeno normale. I nuovi capelli, sani e forti, cresceranno nelle settimane successive al ritmo di 0.50-1 centimetro al mese».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa SocietÓ Italiana di Chirurgia della Calvizie

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