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I fattori di rischio ambientali

Malattie reumatiche e intestinali: l'influenza ambientale

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Pubblicato il: 21-10-2014

I fattori ambientali e quelli alimentari potrebbero avere un ruolo nella comparsa delle più comuni malattie reumatiche e intestinali.

Malattie reumatiche e intestinali: l'influenza ambientale © Thinstock

Sanihelp.it - Appare sempre più evidente il ruolo che alcuni fattori ambientali potrebbero avere nell’insorgenza di patologie reumatiche e intestinali, come l’artrite reumatoide, le spondiloartriti, il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Patologie importanti che nel nostro Paese interessano circa un milione di persone e che spesso presentano un meccanismo autoimmune.
 
Il professor Vincenzo Bruzzese, Presidente della SIGR (Società Italiana di GastroReumatologia, spiega: «Sappiamo che nell’artrite reumatoide ad esempio, alcuni i fattori ambientali fungono da triggers ossia elementi scatenanti in soggetti predisposti geneticamente. Nonostante per questa malattia non esista ancora la spiegazione di una causa, recenti evidenze hanno mostrato che il fumo è il principale fattore di rischio ambientale e che, in presenza di una predisposizione genetica, aumenta notevolmente la presenza del fattore reumatoide nel siero dei pazienti. Alcuni studi hanno suggerito che nei fumatori il rischio di sviluppare la malattia era 21 volte superiore rispetto ai non fumatori senza rischio genetico.

Sostanzialmente le sostanze tossiche delle sigarette nei bronchi attivano particolari enzimi che degradano alcune proteine e le scompongono in aminoacidi, un processo chiamato citrullinazione tipico dei tessuti infiammati e che induce la formazione di anticorpi nei confronti di questa sostanza presente proprio nelle articolazioni».

A essere coinvolta, oltre al fumo, anche l’alimentazione: nelle malattie autoimmuni è stato per esempio evidenziato uno squilibrio del rapporto tra acidi grassi Omega 6 e Omega 3 a sfavore di questi ultimi, molto importanti per la difesa del sistema immunitarioLe nostre scelte alimentari interferiscono anche sul microbiota intestinale (flora batterica), in cui il corretto equilibrio tra i vari ceppi batterici è sempre più investigato come causa di molte patologie.
 
In particolare una recente ricerca effettuata alla New York University, ha rilevato come un particolare ceppo di batteri intestinali sarebbero coinvolto nello sviluppo di malattie come l’artrite reumatoide. I ricercatori hanno analizzato le feci dei pazienti e di un gruppo di controllo individuando la presenza elevata di un particolare batterio chiamato Prevotella copri nei soggetti malati.

Il professor Antonio Gasbarrini, dell’Università Cattolica di Roma, precisa: «Non solo le quantità del batterio erano più elevate nei soggetti malati ma la sua presenza influiva anche sulla quantità di batteri buoni». La presenza di questo ceppo batterico inoltre era collegata a un peggioramento delle infiammazioni a carico del colon, confermando in parte la presenza di un legame tra malattie reumatiche e infiammatorie intestinali.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa SIGR (Società Italiana di GastroReumatologia)

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