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L'Italia divieta l'uso dell'etossichina come conservante

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Pubblicato il: 24-09-2014
L'Italia divieta l'uso dell'etossichina come conservante © Thinstock Sanihelp.it - Mangiare frutta e verdura è uno degli accorgimenti per evitare di incorrere in spiacevoli condizioni che possono accorciare l'aspettativa di vita di un individuo: ricchi di vitamine, fibre, agenti antiossidanti e antinfiammatori, questi alimenti rappresentano sovente la chiave per scongiurare patologie quali obesità, colesterolo alto, ipertensione e diabete, a loro volta associati ad eventi cardiovascolari tra cui infarto del miocardio e ictus.

Ciò nonostante occorre fare molta attenzione riguardo alla provenienza di frutta e verdura, spesso trattata con conservanti artificiali di modo che si preservi durante i lunghi tragitti verso la nostra nazione di modo da mantenere un aspetto gradevole. Una di queste sostanze preservative, l'etossichina, è stata di recente oggetto di speculazioni riguardo possibili pericoli per la salute correlati al suo utilizzo, tanto che il Ministero della Salute e dell'Ambiente hanno deciso di vietarne l'utilizzo.

Nelle motivazioni dei rappresentanti dei due dicasteri si legge come, oltre ad un problema di concorrenza sleale da parte di paesi come Spagna e Portogallo che fanno uso di questa molecola nei confronti delle aziende Made in Italy, vi è anche un'effettiva preoccupazione che l'etossichina, ai valori degli attuali residui riscontrati, possa risultare tossica per l'organismo, sollevata anche dalla determinazione dell'Istituto Superiore di Sanità. Nella stessa dichiarazione si auspica che tutti gli stati membri dell'Unione Europea seguano un percorso comune nel mettere al bando tale molecola, utile per la conservazione dei prodotti ma ritenuta non sicura per la salute dell'uomo.

L'etossichina, comunemente utilizzata per scongiurare la perdita di colore nelle spezie a causa dell'ossidazione dei pigmenti carotenoidi o nelle pere per eludere il cosiddetto «riscaldo» post-raccolta, aveva già sollevato dubbi sulla sua effettiva sicurezza in quanto largamente applicata ai cibi per animali per evitare l'irrancidimento dei grassi. Alti livelli di questa molecola sono stati correlati a numerosi problemi di salute nei mammiferi, connessi soprattutto a livello di enzimi del fegato.  
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute, Ministero dell'Ambiente, Istituto Superiore di SanitÓ

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