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Grandi novità sul cancro al seno

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Pubblicato il: 27-01-2005

Un importante studio ha confermato che la terapia ormonale per la cura de tumore al seno deve includere un inibitore dell'aromatasi per diminuire i rischi di recidiva.

Sanihelp.it - Sono sempre più numerosi gli studi che dimostrano come in molti casi lo sviluppo dei tumori al seno dipenda dalla concentrazione di ormoni sessuali (estrogeni e androgeni). 
 
Bloccare gli estrogeni è dunque l’imperativo dell’ormonoterapia, che si avvale di farmaci antiestrogeni oppure di inibitori dell’aromatasi per curare le donne in menopausa affette da tumore al seno con recettori ormonali positivi.  
 
Ma se, per quanto riguarda il primo tipo di farmaci, per molti anni tamoxifene ha rappresentato la terapia standard, recenti studi hanno confermato che gli inibitori dell’aromatasi (molecole che impediscono l’assemblaggio finale degli ormoni) sono altrettanto efficaci e generalmente ben tollerati.  
 
In particolare, un inibitore dell’aromatasi è il trattamento d’elezione per le donne per le quali tamoxifene è controindicato.  
 
Proprio in questi giorni (dal 26 al 29 gennaio) a St. Gallen, in Svizzera, nel corso della IX International Conference Primary Therapy of Early Breast Cancer, vengono presentati per la prima volta i risultati di uno studio sull’uso di un inibitore dell’aromatasi, il letrozolo, nella terapia adiuvante per donne in postmenopausa con tumore al seno positivo per il recettore ormonale. 
 
I dati dello studio hanno evidenziato una significativa differenza nella sopravvivenza libera da malattia a favore di letrozolo.  
 
«Letrozolo ha ridotto il rischio di recidiva di oltre il 19% rispetto a tamoxifene», afferma Beat Thürlimann, responsabile dello studio.  
 
«Sulla base di queste evidenze, si ritiene che la terapia ormonale adiuvante per una donna in postmenopausa con tumore al seno positivo per recettori per gli estrogeni debba includere un inibitore dell’aromatasi, o come terapia iniziale, o dopo una terapia a base di tamoxifene».  
 
Ulteriori approfondimenti sono comunque necessari per valutare il profilo di tollerabilità a lungo termine degli inibitori dell’aromatasi e la loro maggiore o minore efficacia a seconda che vengano utilizzati come terapia iniziale o dopo esposizione a tamoxifene.  
 
Per saperne di più leggi il focus sul tumore al seno.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Breast International Group

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