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UE boccia le etichette per alimenti usate in Gran Bretagna

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Pubblicato il: 02-10-2014
UE boccia le etichette per alimenti usate in Gran Bretagna © Thinstock Sanihelp.it - Gli agricoltori italiani possono tirare un sorriso di sollievo, dopo che mercoledì scorso l’ANSA ha diffuso la notizia secondo cui la Commissione europea avrebbe deciso di aprire una procedura di infrazione contro i ‘semafori’ utilizzati già dal giugno 2013 in Gran Bretagna per etichettare i cibi.

Questo sistema, progettato per aiutare i consumatori a fare scelte sane, assegna ad ogni prodotto alimentare il colore rosso, giallo o verde, sulla base dei livelli di grassi, sale e zucchero contenuti in esso.
 
Già da tempo l'Italia insieme ad altri quindici paesi europei (tra cui la Croazia in prima linea), aveva manifestato una grande preoccupazione in merito alle ripercussioni che questo sistema di etichettatura avrebbe avuto sulle esportazioni (si parla di una perdita di oltre 600 milioni di euro) e sulla reputazione dei prodotti alimentari del Sud Europa.
 
Infatti seppur la dieta mediterranea sia considerata uno dei regimi alimentari più sani, molti dei suoi alimenti (come il formaggio, il prosciutto, il miele, la marmellata etc.) sarebbero stati marchiati dal sistema di etichettatura britannica con il colore rosso.
 
«Paradossalmente questo sistema finisce per escludere dalla dieta alimenti come l'olio extravergine di oliva – dichiara l’associazione agricola Coldiretti – promuovendo nel contempo le bevande gasate senza zucchero, e quindi fuorviando i consumatori sul reale valore nutrizionale dei prodotti».
 
E non solo. L'etichettatura 'a semoforo' infatti potrebbe avere conseguenze ben più nefaste sulla salute dei consumatori, dal momento che se il Made in Italy e il marchio dell’UE garantiscono la qualità degli alimenti, i prodotti provenienti da paesi con normative meno rigorose, potrebbero semplicemente modificare il contenuto di zuccheri, grassi e sale, ottenendo così l’etichetta verde.

«La qualità di grassi, zuccheri e carboidrati, dipende dalle materie prime utilizzate e dal processo di produzione con cui viene realizzato l’alimento – conclude Paola Di Croce, Segretario Internazionale di Slow Food, associazione no-profit nata negli anni Ottanta con l’obiettivo di promuovere nel mondo il cibo buono e salutare – Il sistema di etichettatura utilizzato in Gran Bretagna è da considerarsi ingannevole in quanto non fornisce informazioni sufficienti sulla qualità del prodotto».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ANSA

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