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Bambini: migliorano sopravvivenza, crescita e istruzione

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Pubblicato il: 06-10-2014
Sanihelp.it - Guardando al 25° anniversario della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre, l’Unicef ha lanciato nuovi dati che sottolineano i progressi ma, anche le sfide per la comunità internazionale, per raggiungere i bambini che non possono essere lasciati indietro.
 
La mortalità infantile è diminuita del 49% dal 1990 ma ancora 17.000 bambini muoiono ogni giorno per cause prevenibili. I più piccoli sono i più vulnerabili: il 44% delle morti di bambini sotto i 5 anni avvengono durante il primo mese di vita.

Polmonite, diarrea e malaria restano le cause principali di morte e circa la metà di tutte le morti sono attribuibili alla malnutrizione. Circa 2,3 miliardi di bambini hanno avuto accesso ad acqua potabile, ma centinaia di milioni di piccoli fanno ancora affidamento su fonti di acqua potabile che potrebbero essere contaminate da deiezioni o inquinanti chimici. 2,5 miliardi di persone – una su tre – non ha accesso a servizi igienico sanitari adeguati.

Il numero dei bambini in età da scuola primaria che non vanno a scuola è quasi dimezzato, ma circa 58 milioni di bambini - il 9% - non ha ancora accesso all’istruzione. La qualità è l’ostacolo principale: almeno 250 milioni di bambini non sono ancora in grado di leggere, scrivere e far di conto, che vadano o meno a scuola.

L’iscrizione alla scuola materna, fondamentale per l’apprendimento nella loro vita, è raddoppiata a livello mondiale arrivando al 54% ma ancora pochi Paesi devono arrivare al livello di un’istruzione secondaria universale. Due terzi dei Paesi hanno riconosciuto la parità di genere a livello di scuola primaria e circa la metà dei Paesi alla scuola secondaria.

Il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile è diminuito di circa un terzo dal 2000, ma un bambino su 4 nei Paesi meno sviluppati lavora.

Mentre la percentuale di persone che vive in condizioni di povertà estrema è diminuita dal 47% nel 1990 al 18% nel 2010, circa la metà (47%) delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema nel mondo ha meno di 18 anni, anche se rappresentano solo il 34% della popolazione mondiale.

Per realizzare gli impegni della Convenzione, partirà una serie di studi promuovere i diritti di tutti i bambini, soprattutto i più emarginati e difficili da raggiungere.

Gli studi sono parte di una serie commissionata dall’Unicef per aprire un dibattito. La serie comprende studi dei maggiori esperti di sviluppo e sui diritti dell’infanzia per attuare concretamente la Convenzione. 
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Unicef

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