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Psoriasi: il rischio aumenta nelle donne con pressione alta

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Pubblicato il: 07-10-2014
Sanihelp.it - Un recente studio americano ha evidenziato una correlazione tra la psoriasi, che oggi interessa 2 milioni e mezzo di persone in Italia con diversi livelli di severità, e la pressione alta nel sesso femminile: le donne ipertese infatti presentano un rischio del 30% maggiore di aggiungere la psoriasi ai loro problemi di salute.

Disposizione che aumenta sino al 40% per quelle che assumono farmaci betabloccanti (come atenololo e propanololo) da almeno 6 anni e che possono aggravare la patologia.

Lo studio, apparso su JAMA Dermatology (2 luglio 2014) ha preso in esame ben 78mila donne in circa 10 anni, analizzando i dati dell’U.S. Nurses’ Health Study dal 1996 al 2008, ma non ha chiarito il meccanismo di questa correlazione e, aggiungono gli autori, non prova una relazione causa-effetto diretta.

Gli esperti erano già al conoscenza del fatto che alcuni medicamenti possono rappresentare un fattore scatenante o peggiorativo per la psoriasi: il litio, l’interferone, alcuni anti-malarici. 

Era già stato osservato anche che individui con malattie infiammatorie croniche dell’intestino, come il morbo di Crohn, presentavano una prevalenza di psoriasi più elevata rispetto alla popolazione generale e che in queste malattie intestinali erano frequenti altre patologie infiammatorie, sia cutanee, che dell’occhio (uveite) a suggerire l’esistenza di un’asse intestino-cute-occhio non casuale.

Anche alcune malattie metaboliche si associano alla psoriasi: diabete, iperuricemia, ipercolesterolemia, aumento di peso e della massa corporea, sino ad una vera obesità.

Studi osservazionali più recenti hanno permesso di rilevare che il rischio di sviluppare ipertensione è aumentato di circa 2 volte negli psoriasici e che questi fattori di rischio nel loro complesso, portavano a un rischio di malattie cardiovascolari più elevato, tanto più significativamente quanto più grave era la psoriasi. 

Un rischio genetico, abitudini di vita errate, come il fumo e l’eccesso di peso-obesità, ma anche l’infiammazione cronica della cute, che libera sostanze capaci di procurare il danno cardiovascolare, sono alla base di queste comorbidità. Questo deve portare gli specialisti a lavorare in sinergia, dialogare e condividere in alcuni casi le scelte terapeutiche.  


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Skineco, Associazione internazionale di ecodermatologia

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