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Un naso più piccolo? No, più grande

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Pubblicato il: 17-10-2014
Un naso più piccolo? No, più grande © Thinstock

Sanihelp.it - La rinoplastica, l’intervento di rimodellamento del naso, è uno dei più richiesti in Italia (in base ai dati dell’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery, nel 2013 era al quinto posto in classifica, con oltre 15.000 operazioni eseguite). Ma non sempre chi lo sceglie desidera un naso più piccolo, anzi.

La notizia, per la serie strano ma vero, viene dal 63mo congresso della SICPRE, Società Italiana ci Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, che si è appena concluso a Bergamo. Siamo di fronte a cambiamento di gusto estetico, ormai è evidente.

«Sicuramente il nasino alla francese ha perso terreno – dice Enrico Robotti, presidente del congresso e vice-presidente della Società Europea di Rinoplastica –. Per fortuna, ormai si tende a realizzare nasi dall’aspetto più naturale e meno artefatto: un naso ben costruito e soprattutto maggiormente in grado di funzionare bene».

Tra le notizie in arrivo dal congresso, anche la crescita della cosiddetta rinoplastica secondaria, l’intervento concepito allo scopo di rimediare a danni funzionali o estetici conseguenza della prima operazione. Già, perché anche i chirurghi sbagliano.

«L’anatomia del naso è estremamente complessa e la rinoplastica non è di certo, ammesso che ne esistano, un intervento alla portata di qualsiasi operatore», dice ancora Robotti. E il tutto vale, ancora di più, per l’intervento di correzione.

«Non è un intervento standardizzato, perché ovviamente tutto dipende dagli elementi che causano i problemi funzionali. In alcuni casi si devono rivedere cicatrici della mucosa, zone di aderenze ed errori eseguiti durante le fratture chirurgiche delle ossa nasali. Ma lo scopo è sempre quello: ristabilire un’anatomia il più possibile corretta, se necessario ricorrendo a innesti di ossa o di cartilagine, prelevati dal paziente nel corso dello stesso intervento, a volte dal setto nasale, altre volte dalla cartilagine».

E, per finire, una buona notizia: se un precedente intervento di rinoplastica ha lasciato danni funzionali certi e documentabili, l’operazione di rinoplastica secondaria può essere pagata dal Servizio Sanitario Nazionale.



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SICPRE

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