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Scoperta CD31, la molecola che previene gli infarti

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Pubblicato il: 20-10-2014
Scoperta CD31, la molecola che previene gli infarti © Thinstock

Sanihelp.it - A causa di uno stile di vita sempre più sedentario, di ritmi lavorativi serrati che impongono sempre minor tempo libero da dedicare alla pratica sportiva o a semplici passeggiate, della diffusione di cibi spazzatura poco costosi ma dalle proprietà nutrizionali ancora più basse, le malattie cardiovascolari quali infarto del miocardio ed ictus hanno purtroppo conosciuto negli ultimi anni una notevole impennata: secondo una analisi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di qualche anno fa, le patologie citate in precedenza rappresentavano rispettivamente la prima e la seconda causa di morte del 2011, con le condizioni cardiache a farla da padrona costituendo il 13% dei decessi.

Una cifra impressionante, resa ancor più tragica se si pensa che la maggior parte di essi sarebbero evitabili grazie ad uno stile di vita più sano ed attento. Per questo, la cura e la prevenzione dell'infarto rappresentano una difficile sfida per la comunità scientifica, che ad esse dedica grandi sforzi di ricerca. Uno studio italiano condotto da un gruppo di cardiologi dell'Università Cattolica di Roma ha scoperto in questi giorni una particolare molecola che può agire come freno per ridurre il rischio di arteriosclerosi e, di conseguenza, di evento ischemico. Attivando questa molecola, denominata CD31, il potenziale nocivo di cellule che porta all'infiammazione delle pareti delle arterie e favorisce la formazione di placche viene notevolmente ridotto.

Tale scoperta, presentata in anteprima durante un meeting tenuto al Policlinico Gemelli di Roma il 18 ottobre e pubblicata sulla rivista specializzata Basic Research in Cardiology, ha evidenziato come in alcuni soggetti il freno della CD31 possa danneggiarsi, cosa che comporta l'iperattività delle cellule infiammatorie ai danni dei vasi sanguigni: a causa di questa azione si formano placche che poi, rompendosi, portano all'evento ischemico. Secondo i ricercatori italiani, occorre dunque concepire dei medicinali che possano potenziare l'efficacia di questa molecola di modo da prevenire l'infarto del miocardio in soggetti naturalmente portati a sviluppare una tale condizione.   

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ Cattolica di Roma, Basic Research in Cardiology

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