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Correre per stare bene

Running: 5 falsi miti da sfatare

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Pubblicato il: 21-10-2014

Sono tanti i pregiudizi relativi al pianeta running che si sono affermati nel corso degli anni. Con l'aiuto di un esperto ne abbiamo analizzati cinque: di seguito vi raccontiamo cosa abbiamo scoperto

Running: 5 falsi miti da sfatare © Thinstock

Sanihelp.it - Anche se non hai mai indossato le scarpette, avrai di sicuro maturato una tua opinione rispetto ad uno degli sport più diffusi al mondo: stiamo parlando della corsa, che nelle sue diverse variabili, risulta occupare il primo posto della classifica delle attività più amate e praticate da milioni di uomini e donne di tutte le età.

Questo sport è generalmente indicato, se praticato a lungo termine, come deleterio per le articolazioni e ancora, in molti sono convinti che richieda un elevato introito di carboidrati nell’organismo sotto forma di cibo (pasta, fette biscottate ecc.), motivo per cui diversi podisti – nonostante il moto – risultano sovrappeso. Come capita spesso però, le credenze più popolari non corrispondono necessariamente a verità. Ed è proprio per saperne di più che ci siamo rivolti ad un esperto del settore fitness, Gianluca Spinelli, massofisioterapista e personal trainer di Milano - che ci ha aiutato a sfatare i 5 falsi miti più popolari.

1)  L’allenamento con i pesi non è adatto per il podista poiché tende ad irrobustire il corpo che poi pesa di più, rallentando la corsa - In realtà, l'allenamento della forza aiuta a sviluppare resistenza, potenza e velocità. Un aumento della massa muscolare, a discapito di quella grassa, permette di bruciare più calorie e alzare il metabolismo: la figura risulta più snella e la performance ne guadagna. L’allenamento con i pesi è inoltre utile per correggere gli squilibri muscolari causati da un movimento ripetitivo come la corsa, che tende a sviluppare soprattutto alcuni muscoli, trascurandone altri.

2) Chi macina km di corsa necessita piattoni di pasta per fare il pieno di glicogeno – I carboidrati non devono assolutamente mancare nella dieta, ma questo non vuol dire che se ne debba abusare, escludendo magari altri indispensabili macronutrienti. Anche i podisti dovrebbero seguire infatti un’alimentazione bilanciata, che prevede il consumo quotidiano di frutta, verdura, cereali integrali, proteine e grassi buoni, per restare in salute e non appesantirsi. Nutrirsi in questo modo permette inoltre di eliminare i chili di troppo, un obiettivo questo condiviso da molte persone che si avvicinano al running proprio per dimagrire. Secondo uno studio condotto dal dottor Mark Tarnopolsky, ricercatore della McMaster University, limitare il consumo di carboidrati sarebbe utile soprattutto per le donne, che non sarebbero in grado di utilizzarli in modo ottimale come invece fanno gli uomini.

3) Correre mette a dura prova le articolazioni delle ginocchia e non è salutare per le ossa - In realtà una delle migliori soluzioni per aumentare la densità ossea consiste proprio nel praticare attività fisica. Inoltre la corsa permette di perdere peso (quando abbinata ad una corretta alimentazione), quello stesso peso che va a gravare sulle ginocchia stesse, causandone l’infiammazione. Uno studio della Stanford University durato 18 anni e condotto su corridori e non corridori della stessa età, ha dimostrato come chi pratica questo sport sia meno esposto al rischio di artrosi alle ginocchia rispetto a chi non lo fa.

4) Chi percorre lunghe distanze non ha bisogno di allenare la velocità - Al contrario, è necessario eseguire sessioni sopra la soglia del lattato (circa il 70% della frequenza cardiaca massima), non solo per migliorare la performance, ma anche per aumentare la produzione di GH, ormone che stimola la crescita della massa magra, l’incremento della densità ossea, e del tessuto connettivo di tendini e legamenti.

5) Dopo i 30 anni la possibilità di mantenere alti livelli di performance svanisce -  L’età è diventata ormai un fattore trascurabile. Ci sono infatti diverse gare e concorsi, per ogni disciplina, dedicate agli atleti Master, cioè a coloro che non sono più giovani ma vogliono continuare a mettersi alla prova. Potremmo fare numerosi esempi. Tra i più eclatanti c’è quello di Gwen McFarlan, donna americana che si avvicinò alla corsa a 60 anni, dopo una diagnosi di tumore al seno. A 75 anni correva la maratona di New York, stabilendo il record mondiale per le donne over 75 con un tempo di 3 ore e 57 minuti. Nulla è impossibile, basta volerlo.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Gianluca Spinelli, massofisioterapista e personal trainer di Milano

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