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Sonno

Monica Leofreddi e la nanna dei figli

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Pubblicato il: 28-10-2014

Pediatra, pupazzi e fiabe sono i tre alleati su cui ha potuto contare la conduttrice televisiva per aiutare i figli a dormire. E dire addio alle notti in bianco!

Monica Leofreddi e la nanna dei figli © Web

Sanihelp.it - Dalla pancia… alla culla. Il sonno del bambino è una delle prime preoccupazioni della mamma, anche quella vip. Soprattutto nel primo anno di vita. Pianti notturni, un po’ di agitazione, l’ansia che possa non dormire tranquillo, troppo o troppo poco: tutto concorre a rendere quello della nanna un momento delicato. Il sonno è un fenomeno del tutto naturale, ma il ruolo di mamma e papà è importantissimo affinché il piccolo prenda l’abitudine a un riposo notturno regolare e sereno e soprattutto perché eventuali disagi all’origine di un’alterazione del riposo notturno possano essere individuati e risolti rapidamente, con l’aiuto del pediatra

«Suggerisco di rivolgersi subito al medico se il bambino ha disturbi del sonno. Potrebbe trattarsi di un disturbo fisico che, affrontato in modo appropriato, si risolve, risparmiando anche tanti sensi di colpa alla mamma. Se un bambino non dorme è facile dirsi forse sono troppo inesperta e lui lo sente, oppure sarà il mio latte che non va bene e altri pensieri simili» raccomanda la giornalista Monica Leofreddi in una recente intervista al mensile Come Stai.

La conduttrice, tornata su Rai Uno al timone di Torto o ragione? Il verdetto finale, parla per esperienza, dopo aver collezionato numerose notti in bianco con il primogenito che ora ha 5 anni: «Si svegliava, piangeva disperatamente e non capivamo perché» racconta. Poi, grazie alla visita pediatra e a un’ecografia, l’arcano è stato svelato: «Mio figlio aveva un problema di reflusso e quindi la notte, in posizione sdraiata, il latte dallo stomaco risaliva in esofago, causandogli fastidio e dolore». E allora è stato sufficiente ricorrere a semplici accorgimenti, come far dormire il piccolo in posizione lievemente rialzata.  E l’esperienza è stata preziosa per affrontare i disturbi del sonno della secondogenita, che aveva ugualmente problemi di reflusso.

Con la crescita, i figli di Monica non hanno più avuto problemi ad addormentarsi. Solo qualche volta avrebbero voluto stare nel lettone, ma lei non ha ceduto: «Con fermezza e dolcezza li abbiamo abituati a stare nel loro lettino, in cameretta. Tutto questo li ha fatti crescere sereni e forti, proprio perché sono abituati a considerare la cameretta come il loro rifugio. Tutti e due poi si addormentano tenendo accanto a loro il pupazzo preferito» rivela.

I rituali sono preziosi per un buon sonno. Anche mamma Leofreddi ne ha uno: «La lettura delle fiabe. La sera, dopo cena, chiudiamo fuori il mondo e ci accoccoliamo insieme sul divano, dedicandoci alla lettura: io leggo e  loro indicano le figure, chiedendomi spiegazioni. A volte leggiamo per tante sera la stessa fiaba, altre volte cambiamo. Poi, poco per volta, ti chiudono gli occhi e allora li accompagno a nanna, restando un po’ accanto a loro finché non scivolano tra le braccia di Morfeo».

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