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Allergie d'autunno: attenzione a graminacee, acari e muffe

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Pubblicato il: 05-11-2014

Sanihelp.it - Quando si parla di allergie respiratorie, si pensa soprattutto ai mesi primaverili. In realtà, anche l’autunno presenta molte insidie perché l'aria respirata è satura di pollini e negli ambienti interni vi sono elevate concentrazioni di acari della polvere, le cui eiezioni contengono l’antigene che causa la reazione allergica.

La temperatura e il tasso di umidità dei mesi autunnali costituiscono l’habitat ideale dei ragnetti microscopici, i quali, proprio in questo periodo, raggiungono la loro massima replicazione. Ultimi colpi di coda, inoltre, per l’ambrosia, nell’aria da agosto fino a ottobre. 

Gli allergeni responsabili di rinite o asma bronchiale allergico possono essere distinti in stagionali e perenni. I primi compaiono in funzione delle stagioni e del clima: parliamo di pollini, ma anche di muffe, l’Alternaria soprattutto. I perenni ci sono tutto l’anno, per esempio acari della polvere e pelo di animali domestici, cane, gatto, coniglio, eccetera.

I pollini sono quelli che più frequentemente provocano la malattia allergica e, se nell’aria c’è una concentrazione pollinica elevata, si verifica una riacutizzazione della patologia, come quella a cui si assiste in primavera, ma anche adesso, in autunno, a causa di graminacee, acari, assenzio, ambrosia e muffe. Più avanti, con il freddo, avremo anche cipresso, betulla e nocciolo.

La rinite allergica interessa oltre il 25% della popolazione mondiale e intorno al 18% di quella italiana. I più colpiti sono i cosiddetti soggetti polisensibili, allergici a più di una pianta, che temono le terse giornate d’autunno con il loro insidioso carico di pollini, favoriti anche dalle temperature degli ultimi giorni e dalle escursioni termiche tra il giorno e la notte, che favoriscono la fioritura e la diffusione dei pollini stessi.

Alcuni semplici accorgimenti possono diminuire l’esposizione a pollini e acari e alleviare l’intensità dei sintomi. Durante le giornate di vento è meglio tenere le finestre chiuse, evitare le passeggiate in aperta campagna, tenere i finestrini chiusi in macchine e usare caschi integrali.

In generale, è preferibile far aerare gli ambienti di casa durante la sera, quando c’è una minore concentrazione pollinica nell’aria e soprattutto non tagliare l’erba del prato senza una mascherina. Cambiare le lenzuola regolarmente, utilizzare aspirapolvere con filtri Hepa, evitare moquette, tende e tappeti pesanti, librerie aperte e ogni altro potenziale ricettacolo di polvere, mantenere un'umidità idealmente sotto il 50% sono altri utili comportamenti da adottare.

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Vincenzo Mancuso, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica territoriale a Bologna

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