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Dall'autunno all'inverno: i rimedi dolci per pelle e capelli

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Pubblicato il: 12-11-2014

Sanihelp.it - La caduta dei capelli al cambio di stagione è un fenomeno naturale che di solito non dura più di tre mesi, ma interessa più o meno tutti. Se durante l’anno, infatti, si perdono fra i 25 e i 60 capelli al giorno, in questa stagione ne cadono almeno un centinaio.

Dal punto di vista fitoterapico, possono essere utili gli integratori a base di olio di borragine, ricco di acidi grassi polinsaturi, olio di crusca, noto per le sue proprietà nutritive, amminoacidi e vitamina B.

Invece la caduta non stagionale può dipendere da uno stato di demineralizzazione, astenia o da un'intossicazione, per esempio da farmaci. Per aiutare a remineralizzare l’organismo si può usare, oltre agli integratori di ferro e vitamina C, la tintura madre di equiseto, assumendone per 3 volte al giorno 40 gocce da diluire in acqua.

All’equiseto si può associare il medicinale omeopatico Silicea 9 CH, 5 granuli da assumere mattina e sera, da sciogliere in bocca, preferibilmente sotto la lingua.Se la caduta dei capelli si manifesta in concomitanza di un periodo particolarmente stressante, è consigliato Phosphoricum acidum 9 CH, 5 granuli 3 volte al giorno, per almeno 2 mesi.

Quando la caduta è legata a un accumulo di tossine nell’organismo, si consiglia un drenaggio epato-renale con un medicinale omeopatico a base di tintura madre di carciofo, tarassaco e fumaria. Ne vanno assunte 30 gocce 2 volte al giorno, prima dei pasti, da diluire in un bicchiere d’acqua. Il trattamento va seguito per circa 2 mesi secondo questo schema: dopo 20 giorni di assunzione consecutiva, alternare con una pausa di 10 giorni.

Tipica del cambio di stagione è pure la tendenza ad avere la pelle più grassa e unta. Anche in questo caso il problema può dipendere da un sovraccarico del pancreas e dell’intestino e sarà importante depurarsi con l’aiuto dei seguenti macerati glicerici: quello di Juglans regia alla diluizione 1DH (50 gocce al mattino), Ribes nigrum 1 DH (50 gocce nel pomeriggio) e Ulmus campestris (50 gocce da assumere la sera). Le gocce vanno assunte diluendole in un po’ d’acqua, seguendo il trattamento per 20 giorni consecutivi, con pausa di una settimana, per tre mesi.

La tintura madre di calendula può essere adoperata per uso locale come tonico, avendo l’accortezza di diluirne qualche goccia in un po’ d’acqua, da usare con dei dischetti di cotone.

Per risolvere eventuali dermatiti e irritazioni legate alla reattività del cuoio capelluto a certi trattamenti o dovute all’uso di prodotti sbagliati, si può iniziare con un unguento a base di calendula, achillea, iperico, da usare localmente solo sulla cute, avendo l’accortezza di non applicarlo sui capelli, sul cuoio capelluto o direttamente sulla radice dei capelli.

Applicare 2 o 3 volte al giorno uno strato sottile sulla fronte, dietro le orecchie o sulla nuca, zone che si possono tipicamente irritare dopo una tinta sbagliata. Non bisogna esporsi al sole dopo aver applicato l'uguento.

Per bocca, quando il rossore è lieve e c’è prurito, è suggerito Apis 15 CH, 5 granuli da assumere ogni quarto d’ora, fino al miglioramento dei sintomi. Se la cute è calda, è indicato Belladonna 15 CH, 5 granuli da assumere ogni mezz’ora.

Nel caso in cui sulla cute compaiano delle mini pustole, può essere utile Rhus toxicodendron 9 CH, 5 granuli 4 volte al giorno, lasciando sempre sciogliere i granuli sotto la lingua.

Infine, la forfora. Ancora una volta può venire in aiuto il macerato glicerico di Juglans regia, come drenante del sistema linfatico, della cute e del pancreas: 50 gocce al mattino e 50 la sera, da diluire in un bicchiere d’acqua. Il medicinale da consigliare è Arsenicum album alla diluzione 9 CH (5 granuli da assumere 3 volte al giorno).

Per i soggetti sensibili allo stress che tendono a somatizzare sulla cute,il medicinale omeopatico più indicato è Argentum nitricum, alla diluzione 15 CH, 5 granuli da assumere 3 volte al giorno.

Sfatiamo infine il luogo comune che eccessivi lavaggi vadano ad aumentare il problema, tenendo però presente che è meglio usare uno shampoo specifico e delicato. In farmacia ne esistono per esempio a base di olio di jojoba (contribuisce a rigenerare e ricostruire il film idrolipidico) fiordaliso (aiuta a idratare il capello) e fermenti lattici (possono svolgere un’utile funzione coadiuvante).



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Dossier a cura della dottoressa Adele Casella, farmacista esperta in omeopatia, fitoterapia e nutrizione (Segrate, Milano)

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