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Chirurgia plastica

Le ultime frontiere del sex design

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Pubblicato il: 11-11-2014

Sempre di più le richieste di rimodellamento intimo. E oggi quello maschile si fa con grasso prelevato da altre parti del corpo.

Le ultime frontiere del sex design © Thinstock

Sanihelp.itLa chirurgia intima non conosce crisi, soprattutto quella maschile: ogni anno negli Stati Uniti si contano 5 mila interventi per lui, mentre in Italia se ne stimano circa 2 mila, con una crescita annuale del 20-25%, anche se mancano numeri ufficiali. «Le operazioni ai genitali maschili sono la metodica chirurgica a più alto indice di crescita, insieme alla vaginoplastica e al ringiovanimento vaginale» conferma il dottor Alessandro Littara, chirurgo andrologo, ideatore dell’Accademia internazionale di penoplastica.

Perché l’uomo italico vuole rifarsi il look genitale? È «la sindrome dello spogliatoio, la voglia di fare bella figura non tanto con la partner che anzi spesso è contraria all'intervento, quanto piuttosto nel gruppo dei pari» continua Littara. «Dei pazienti che vediamo un 50% circa presenta dimensioni sotto la media nazionale (14-16 centimetri). L'altra metà vive una forma di disagio personale oppure vuole solo piacersi di più».  

La tecnica più innovativa è mutuata dagli interventi al seno più moderni. «Si comincia con una liposuzione a livello di addome, fianchi o interno coscia. Il grasso autologo ottenuto viene purificato per essere reimpiantato in loco. E grazie a un macchinario innovativo, dal tessuto adiposo prelevato vengono isolate anche le staminali. Cellule che, addizionate al grasso autologo, vengono utilizzate per il rimodellamento intimo del paziente» descrive il chirurgo.

Un’evoluzione della tecnica tradizionale, che usa  sempre il grasso autologo ma con plasma arricchito di piastrine. Queste nuova metodica «permette un risultato migliore e più duraturo, praticamente permanente. Le staminali, infatti, si differenziano nel tessuto in cui vengono inserite. Il rischio di asimmetrie e nodularità è azzerato, mentre nel tempo il riassorbimento del grasso aggiunto è limitato a un massimo del 20%» spiega lo specialista. La vecchia tecnica non va però in pensione: «continuerà a essere la metodica di elezione  per i pazienti troppo magri da consentire l'isolamento di una quantità sufficiente di staminali dal tessuto adiposo, questo intervento» conclude Littara.

Quanto si spende? La tecnica tradizionale va dai 5 agli 8 mila euro: per quella innovativa con le staminali occorre aggiungere il 10% in più. 

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