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Tumore e HIV: una sfida ancora da vincere

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Pubblicato il: 02-12-2014

I tumori che insorgono nei soggetti sieropositivi costituiscono oggi la prima causa di morte anche in Italia. Ecco come vi si interviene al Cro di Aviano.

Tumore e HIV: una sfida ancora da vincere © Thinstock

Sanihelp.it - In Italia vivono circa 100 mila persone con HIV e/o AIDS, una cifra che non include gli inconsapevoli dell’infezione, ovvero persone HIV-positive ma prive di diagnosi e all’oscuro
dunque del proprio stato di sieropositività.

Una delle sfide ancora difficili da vincere è quella dei tumori che insorgono nei soggetti sieropositivi. La divisione di Oncologia Medica del CRO di Aviano - la Struttura Operativa Semplice Interdipartimentale (SOSI) di Malattie Infettive diretta da Emanuela Vaccher – ha la maggiore esperienza clinica in Italia di tumori in HIV, avendone visti oltre mille dall’inizio dell’epidemia e ha anche un’esperienza di ricerca che la colloca ai primi posti in Europa e nel mondo riguardo ai tumori associati all’HIV/AIDS.

«I tumori in HIV – spiega Umberto Tirelli, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica del CRO - sono passati da malattie considerate praticamente da non trattare all’inizio dell’epidemia perché il trattamento era ritenuto senza beneficio, a sempre trattabili con beneficio e anche guaribili. Purtroppo, le persone con infezione da HIV che oggi vivono grazie all’HAART (Highly active antiretroviral therapy) hanno dei fattori di rischio elevati per sviluppare tumori, in particolare perché fumano molto, alle volte abusano dell’alcol, non si sottopongono alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori e inoltre albergano frequentemente virus come quelli dell’epatite B e C, dell’HPV e altri, che sono notoriamente oncogeni.

I pazienti con infezione HIV dovrebbero smettere di fumare e attenersi alle linee guida per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori. In particolare i tumori correlati al fumo come quelli del polmone sono già in aumento e saranno sempre più presenti anche per l’invecchiamento della popolazione con infezione da HIV».

I più classici tumori correlati all’AIDS, come il sarcoma di Kaposi e i linfomi, sono comunque in calo grazie all’HAART. «Ad Aviano – prosegue il dottor Tirelli - abbiamo scoperto alcuni farmaci molto efficaci nel sarcoma di Kaposi come la vinorelbina, l’irinotecan e il taxolo, che in combinazione con l’HAART sono in grado di dare delle risposte molto efficaci in questo tumore. Anche quando il Kaposi è in uno stadio avanzato, grazie alla combinazione tra HAART e chemioterapia messa a punto qui ad Aviano da Emanuela Vaccher, si arriva a una sopravvivenza a tre anni del 100%, un grande passo in avanti rispetto alla situazione pre-HAART dove nessun paziente con sarcoma di Kaposi avanzato sopravviveva più di tre anni. Per quanto riguarda i linfomi maligni, grazie a trattamenti come la combinazione HAART e chemioterapia e immunoterapia con anticorpi monoclonali e il trapianto di midollo, oggi si ottengono gli stessi risultati che nella popolazione generale con gli stessi linfomi e gli stessi stadi di malattia».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Cro - Centro di Riferimento Oncologico - Aviano (PN)

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