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Endometriosi: per la diagnosi, bastano le analisi del sangue

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Pubblicato il: 02-12-2014

Sanihelp.it - La presenza di tessuto simile all’endometrio (cioè simile alla mucosa che ricopre la cavità interna dell’utero) fuori dalla cavità uterina causa l’endometriosi, una condizione spesso responsabile di infertilità che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva.

Dal momento che gli strumenti diagnostici fino ad ora disponibili (come visite mediche, analisi del sangue e risonanza magnetica) non si sono rivelati sufficienti per affermare con certezza la presenza di endometriosi, spesso, per confermare la diagnosi, è risultato necessario ricorrere ad una tecnica chirurgica chiamata laparoscopia, che permette di introdurre nella zona pelvica, attraverso una piccola incisione, una sonda dotata di telecamera.

Ma grazie ad una ricerca condotta dalla Fondazione Italiana Endometriosi, la diagnosi per questa condizione potrebbe presto diventare molto più veloce (le tempistiche stimate tra insorgenza della malattia e conferma della diagnosi ad oggi supera gli otto anni) e meno invasiva, dal momento che richiederà una semplice analisi del sangue volta a verificare la carenza della proteina Zn-alpha2-glycoprotein, un fattore che basterebbe a indicare la presenza di endometriosi.

«Con questa scoperta si apre una nuova era nella storia dell’endometriosi – commenta il dottor Signorile, fondatore e presidente della Fondazione Italiana Endometriosi – Il test diagnostico non invasivo, è altamente sensibile e quindi esaustivo, e consente una diagnosi precoce e non invasiva anche quando l’endometriosi è ancora a uno stadio lieve».



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Journal of Cellular Physiology

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