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Donne attente a salute e prevenzione, ma poi nella realtà...

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Pubblicato il: 09-12-2014

Sanihelp.it - Salute e prevenzione al primo posto fra i valori delle italiane. Ben il 51% delle lavoratrici italiane, infatti, considera il mantenimento della salute il primo scopo da realizzare nella vita.

Il tempo da dedicare ai familiari è al secondo posto ma molto lontano con il 15%. Il lavoro sicuro è al 13% e il benessere economico all’8%. Il successo nella professione conta solo per il 2% delle intervistate. 

I trend degli ultimi 10 anni mostrano una crescita dell’attenzione alla salute, a cui corrisponde un miglioramento della percezione del proprio stato di salute. Classifica analoga per gli uomini anche se i pesi sono diversi: il 41% punta alla salute, il 21% al lavoro sicuro e il tempo da dedicare ai famigliari è al terzo posto con il 16%.

Fondamentale la prevenzione: il 50% delle donne la considera molto importante. Evitare comportamenti nocivi – fumo, alcol (29%), seguire un’alimentazione corretta (23%), regolare attività fisica (18%) a pari merito con la riduzione dello stress, periodici controlli medici (12%).   

Tutto sommato le donne italiane fanno ciò che promettono. Il 25% evita comportamenti nocivi; il 14% segue un’alimentazione sana; 10% fa movimento fisico; l’8% fa regolari esami.   

Anche gli uomini, in genere meno attenti delle donne sul tema salute, cercano il benessere. I controlli periodici sono aumentati (dal 31 al 39%), si controlla di più l’alimentazione (+6%) e l’efficienza fisica (+5%).  

Il 92% delle donne ha usufruito dei servizi sanitari nell’ultimo anno. Il 29% ha svolto visite preventive, mentre per gli uomini la percentuale scende drasticamente (15%).

Per quel che riguarda la qualità dei servizi offerti dal SSN la soddisfazione è discreta: il 41% delle donne pensa che sia buono. Il tempo di attesa costituisce per l’88% delle donne il maggior aspetto di insoddisfazione. I servizi privati sono più gettonati tra le donne rispetto agli uomini: nell’ultimo anno il 65% ne ha usufruito almeno una volta (contro il 49% degli uomini).

Rispetto al servizio pubblico sono considerati di gran lunga migliori. Il 91% delle intervistate li considera buoni (70%) grazie alla possibilità di scegliersi un medico (42%) e a un’attesa inferiore al servizio pubblico (30%).

Assistenza sanitaria integrativa : pochi ce l’hanno, il 45% la desidera. Solo il 18% delle donne ha un’assistenza che copre le spese sanitarie (uomini: 16%).

Il maggiore valore attribuito all’assistenza integrativa sta nella sicurezza offerta (52%), segue la serenità (48%), il supporto al benessere complessivo (43%). Al quarto posto, con il 47%, si trova la garanzia per cure di qualità; superiore agli uomini (41%). 

Tra le donne che non usufruiscono dell’assistenza integrativa, questo viene considerato il benefit preferito (45%). Ben al di sotto buoni spesa (28%), auto aziendale (12%), asili nido aziendali (6%).



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