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Scelta del partner, da cosa dipende?

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Pubblicato il: 04-02-2005

Perché ci innamoriamo di una persona e non di un'altra? Possibili risposte dalla psicologia e dalla biologia, ma non c'è una formula magica

Sanihelp.it - Provate a digitare su un motore di ricerca la parola anima gemella. Compariranno centinaia di siti che promettono di trovare la vostra, segno che la ricerca del partner ideale è un’esigenza diffusissima. È questo il motore che spinge le persone a cercarsi, conoscersi e innamorarsi. Ma da cosa è regolata la ricerca del partner giusto?

Ognuno di noi si è posto almeno una volta questa domanda; qualcuno è anche riuscito a rispondersi.
Freud, per esempio. Secondo la sua teoria del determinismo psichico, la scelta del partner non è casuale, ma dipende dal superamento o meno del complesso di Edipo, termine che indica il desiderio infantile di eliminare il genitore dello stesso sesso per unirsi al genitore del sesso opposto.
Secondo il padre della psicanalisi, se il complesso si risolve bene si tenderà a cercare un partner con le caratteristiche del genitore dell’altro sesso, mentre se il rapporto è rimasto conflittuale si cercherà un partner con le caratteristiche opposte.
I legami familiari dell’infanzia, da quel momento in poi, sono diventati il leit motiv delle teorie sulla scelta del partner. Così, sembra che molti cerchino nella moglie la madre, non quella reale ma la sua immagine idealizzata, per ricreare la paradisiaca intimità dell’infanzia. Lo stesso vale per il marito a immagine di padre mitico. Se però questa immagine mentale è troppo forte e perfetta, il suo possessore diventerà il classico single a vita, che sceglie sempre partner sbagliati per non dover sostituire quell’immagine con qualcosa di reale.

Attenzione ai retaggi infantili, insomma. E quando non ci si mette la psicologia, subentra la biologia a dare spiegazioni di tipo evoluzionistico.
Gli uomini, in questo caso, sceglierebbero la partner in base al potenziale riproduttivo, per assicurarsi una discendenza sana e numerosa. I criteri di selezione sarebbero allora bellezza e giovinezza, intesi come indicatori della massima fecondità. E la donna? Bè, considerando che per lei l’investimento affettivo è più costoso, perché potenzialmente portatore di un figlio, deve guardare avanti, alla sicurezza che il partner può offrire. In questo caso la forza, la stabilità economica e l’età maggiore sono le caratteristiche giuste.

Un po’ troppo riduttivo? Se anche questa teoria non vi soddisfa e vi fa sentire più simili a scimmie che a persone, potete sempre affidarvi a chi propone teorie innovative. Un esempio è il sociologo Francesco Alberoni, che dopo 20 anni di riflessioni sull’amore è arrivato a una conclusione: non esiste un’anima gemella unica e irripetibile, ma solo una persona che si presenta per magia nel momento in cui si è pronti a innamorarsi, e si dimostra adatta a incarnare sogni, desideri e possibilità maturate fino a quel momento.
Che sia cinese se siamo in Cina, o russa se siamo in Russia non importa: sarà il pezzo mancante che completa il puzzle costruito dentro di noi.


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