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L'alcol al di sotto dei 25 anni causa gravi danni cerebrali

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Pubblicato il: 16-12-2014

Sanihelp.it - «All'alcol! La causa di, e la soluzione a, tutti i problemi della vita!», dice Homer Simpson, prima di ingurgitare uno degli innumerevoli boccali di birra al pub di Boe, dove il padre della famiglia più gialla del mondo si ritrova ogni sera coi suoi amici beoni. Si beve per dimenticare: che i liquori possiedano effettivamente la capacità di compromettere la memoria a breve termine è indubbio. Tuttavia, risulta altrettanto veritiero che, una volta passata la sbronza, i ricordi tornano e i guai, purtroppo, rimangono.

«Sembra di sentirlo ancora dire al mercante di liquori: tu che li vendi, cosa ti compri di migliori?», cantava Fabrizio De Andrè descrivendo Jones il suonatore, protagonista dell'album ispirato all'antologia di Spoon River, raccolta di poesie di Edgar Lee Masters. Leggere leggendari poeti e ascoltare grandi cantanti esaltare in questa maniera le proprietà dell'alcol può avere un'influenza non esattamente educativa nei confronti dei più giovani, le cui menti sono naturalmente più suggestionabili: e i risultati, secondo gli esperti, sono piuttosto preoccupanti.

L'apologia dell'antieroe nei programmi televisivi e telefilm odierni ha provveduto a riscattare l'immagine dell'ubriacone: da scarto della società con barba lunga, capelli sfatti e macchie di vino sui vestiti a bohemien tormentato, grande artista col male di vivere che butta via la propria esistenza dietro la bottiglia. Il fascino di certi personaggi è innegabile: tuttavia occorre saper distinguere la realtà dalla fantasia. Secondo i dati forniti in questi giorni dalla Società Italiana di alcologia e dall'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto Superiore della Sanità, si beve sempre prima: il 17% dei ricoveri nel Pronto Soccorso per intossicazione da alcolici avvengono tra i minori, spesso anche veri e propri bambini, di undici o dodici anni.

Un dato che stride in una società che ha dichiarato illegale la vendita di liquori ai minori e che racconta di un consumo di alcolici diminuito negli ultimi anni: sfortunatamente è aumentato quello occasionale, come il binge drinking, o abbuffata alcolica, sempre più diffusa tra gli adolescenti. La ripercussione di questa abitudine, anche se ripetuta una sola volta a settimana, sul cervello di ragazzi tra i 16 e i 25 anni d'età, risulta piuttosto nefasta: una riduzione del volume dell'ippocampo, deputato all'orientamento e alla memoria. Bere durante gli anni dello sviluppo, dunque, inficia pesantemente sulle capacità cognitive degli adolescenti.

Ciò nonostante i problemi correlati al consumo eccessivo di alcolici non finiscono qui: a questa abitudine sono correlate 12 tipologie di cancro e 200 patologie diverse, tra cui cirrosi epatica, pancreatite cronica, epilessia, infarto del miocardio, ictus, disfunzioni sessuali, depressione. Esistono dunque, come minimo, 212 buoni motivi per smettere di bere. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio Nazionale Alcol, istituto Superiore della SanitÓ, SocietÓ Italiana di Alcologia

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