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Come scegliere la scuola, dall'asilo alle superiori

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Pubblicato il: 27-01-2015

All'asilo la parola d'ordine è: accoglienza. A scuola, invece, occhio al programma e agli insegnanti. E dopo le medie? La scelta è libera, purché...

Come scegliere la scuola, dall'asilo alle superiori © Thinstock

Sanihelp.it - Tempo di iscrizioni ad asili e scuole di ogni grado. L'ingresso nella scuola dell’infanzia è un momento particolarmente delicato: al di là della struttura da scegliere, è fondamentale che i genitori si dispongano ad accompagnare e sostenere il figlio affinché l'inserimento avvenga nel modo più sereno e armonioso possibile.

È importante, affermano gli esperti di Psicologia clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che in questa fase si rispettino tempi e modalità di ogni bambino, informandolo su cosa troverà (sia per quanto riguarda l’insegnante che i compagni), cosa farà e cosa gli verrà chiesto, adattandosi alle sue necessità in maniera elastica, accompagnandolo in ogni momento importante (primo giorno, incontro con gli insegnanti, esplorazione degli spazi, introduzione alla classe).

Il piccolo va rassicurato sulla capacità dell'ambiente e dell'insegnante di prendersi cura di lui e dei suoi bisogni (mangiare, bere, evacuare, riposarsi). L'insegnante della scuola a cui ci si rivolge dovrà illustrare ogni giorno le attività programmate, per rendere l'ambiente prevedibile e rassicurante. Al momento dell’iscrizione, sarà anche utile verificare che il bambino disponga di un piccolo spazio-contenitore (armadietto o altro) dove riporre le proprie cose e averne unico accesso.

Per quanto riguarda la scuola primaria, invece, la scelta tra modulo e tempo pieno va calibrata, possibilmente, sul bambino. La scelta del modulo è indicata per coloro che manifestano difficoltà di attenzione, di apprendimento, oppure che devono effettuare terapie in orario extrascolastico.

Il tempo pieno, invece, permette di stare di più in classe tutti insieme: da un lato si corre il rischio di aumentare lo stress dei ragazzi, in particolar modo quelli che soffrono il distacco prolungato dalla famiglia, dall’altro si favorisce l’integrazione tra loro. L’importante è che se il bambino si trattiene di più a scuola, non sia subissato di ulteriori compiti da svolgere al di là dell'orario scolastico.

Un ulteriore aspetto da verificare riguarda il metodo di insegnamento utilizzato: non deve essere troppo precoce rispetto alle normali potenzialità del bambino. Evitare istituti nei quali i professori marciano troppo spediti con il programma.

Spesso il passaggio dalle elementari alle medie si rivela problematico. È consigliabile individuare scuole vicine a dove si abita, in modo che i ragazzi socializzino anche al di là degli orari di lezione. Abitare vicino all’istituto, inoltre, svincola i ragazzi dalla necessità di essere per forza accompagnati dai genitori.

Rispetto a prima, infatti, al bambino è richiesta una maggiore capacità di rendersi indipendente e, se il piccolo non è preparato psicologicamente, tale momento può essere problematico.

Mentre, infatti, nella scuola primaria il piccolo vede la maestra unica come la figura materna supplementare dalla quale sentirsi continuamente approvato, in quella secondaria, dove c’è un maggior numero di docenti, questo rapporto risulta frammentato e quindi è più difficile mantenere l’approccio ottimale con ogni professore.  

È importante che la scelta della scuola superiore sia condivisa il più possibile con i ragazzi. I genitori, spesso senza esserne consapevoli, tendono a consigliare in relazione ai propri desideri piuttosto che all’effettivo orientamento dei figli.

È importante ponderare bene la scelta parlando in primo luogo con loro e ascoltando anche il parere degli insegnanti della scuola media. La fase di orientamento è molto importante per la scelta dell’indirizzo scolastico che potrebbe condizionare la salute psicologica dei ragazzi.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale pediatrico Bambin Gesù

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