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Obesità infantile: ecco le prime linee guida sulla chirurgia

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Pubblicato il: 29-01-2015

Sanihelp.it - Arrivano le prime linee guida internazionali per la chirurgia dell’obesità in ambito pediatrico. Redatte da un comitato di 12 esperti, sono state pubblicate sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, l’organo ufficiale della Società europea per la gastroenterologia pediatrica, l’epatologia e la nutrizione e di quella nordamericana.

Sarà quindi possibile da oggi ricorrere alla chirurgia per la riduzione dell’obesità nei bambini adottando criteri univoci e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

L’obesità infantile ha assunto nei Paesi occidentali il carattere di un'epidemia. I numeri registrano il dato di 1 bambino su 3 in sovrappeso o obeso, ma soprattutto aumenta il numero di bambini in condizione di iperobesità, che negli Stati Uniti è passato in 14 anni dal 13 al 17%. 

La crescita dell’obesità ha portato a un aumento delle patologie a essa legate come il diabete di tipo 2 e la steatosi epatica non alcolica o fegato grasso. Adottare uno stile di vita e alimentare appropriato è fondamentale. Spesso però i risultati nel medio/lungo periodo sono deludenti. La chirurgia bariatrica diventa quindi un’importante alternativa.

Le linee guida delineano un approccio standardizzato che deve essere limitato a due gruppi di bambini: quelli con indice di massa corporea pari o superiore a 40 (obesità patologica) e quelli con un indice di massa corporea tra 35 e 40 (obesità grave) associata a fegato grasso o ad altre patologie correlate all’obesità (come il diabete, l’ipertensione o le apnee notturne).

Fanno parte della chirurgia dell’obesità interventi laparoscopici di tipo restrittivo (riduzione della capacità gastrica) come la sleeve gastrectomy (asportazione di una porzione dello stomaco) o il bendaggio gastrico, e interventi di tipo malassorbitivo (che puntano a ottenere una riduzione dell’assorbimento intestinale di grassi e amidi) come il by-pass gastrico o la diversione bilio-pancreatica. 

In alcuni casi meno gravi o al di sotto dei 13-14 anni di età è spesso preferito l’utilizzo dei palloncini intragastrici (sia quello posizionabile per via endoscopica sia il modello deglutibile).

Il comitato di esperti che ha redatto le linee guida sottolinea l’importanza di ulteriori studi sui rischi a lungo termine dei pazienti con obesità associata a malattia epatica. Per questo motivo è stata creata un’apposita repository online – rivolta ai pediatri – per raccogliere i dati relativi a tutti i bambini e adolescenti sottoposti a qualsiasi tipo di procedura di perdita di peso.



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Ospedale pediatrico Bambin Gesù

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