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Mesotelioma: una nuova tecnica identifica i geni mutati

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Pubblicato il: 27-01-2015

Si chiama sequenziamento mirato di nuova generazione e consente di individuare i geni mutati responsabili della ridotta sopravvivenza del mesotelioma.

Mesotelioma: una nuova tecnica identifica i geni mutati © Thinstock

Sanihelp.it - I ricercatori del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino hanno utilizzato per la prima volta una tecnica in grado di identificare i geni mutati responsabili della ridotta sopravvivenza del mesotelioma, il tumore legato all’esposizione all’amianto. Si tratta del sequenziamento mirato di nuova generazione (NGS).

La scoperta, che ha visto anche la collaborazione di ricercatori dell’Ospedale San Antonio e Biagio di Alessandria, è molto importante perché ha permesso di individuare un alto numero di mutazioni geniche, legate alla precoce progressione del tumore e alla riduzione della sopravvivenza. Consentirà inoltre di valutare il ruolo delle terapie a bersaglio molecolare. Il mesotelioma è molto aggressivo e presenta tassi di sopravvivenza a tre anni pari all’8%.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Thoracic Oncology, la rivista ufficiale dell’Associazione internazionale per lo studio del carcinoma polmonare (International Association for the Study of Lung Cancer - IASLC).

Il professor Giorgio Scagliotti, Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e primo autore dello studio, ha spiegato: «Abbiamo utilizzato un approccio mirato per valutare retrospettivamente alterazioni in 52 geni, fra quelli più frequentemente mutati nei tumori, in 123 pazienti con mesotelioma maligno della pleura in stadio avanzato (III e IV). Il sequenziamento di nuova generazione è un metodo affidabile, si concentra infatti su un gruppo specifico di geni, invece di ricorrere al più complesso sequenziamento dell'intero genoma. Questo procedimento ha il potenziale per descrivere accuratamente il tipo, la posizione e il numero di mutazioni genetiche nel mesotelioma e consente di identificare associazioni con le caratteristiche del paziente, compresi i dati di sopravvivenza». 

Nel 2014 in Italia sono state stimate 1.800 nuove diagnosi di mesotelioma, nella maggior parte dei casi la malattia è diagnosticata quando è già in fase avanzata e le opzioni terapeutiche sono limitate.

Il mesotelioma continua a provocare decessi nonostante nel nostro Paese la produzione di amianto sia cessata dal 1992. La latenza infatti può andare da 20 a oltre 45 anni dall’inizio dell’esposizione.



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Comunicato stampa Intermedia

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