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AstroSamantha studia il sonno

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Pubblicato il: 03-02-2015

L'astronauta Samantha Cristoforetti è attualmente impegnata in un esperimento sui meccanismi del sonno nello Spazio. Con possibili ricadute anche per gli insonni terrestri.

AstroSamantha studia il sonno © Web

Sanihelp.it - All’interno della Stazione spaziale internazionale, l’astronauta italiana dell’Esa Samantha Cristoforetti sta lavorando a nove esperimenti selezionati e sviluppati dall’Agenzia spaziale italiana. Tra questi uno, chiamato Weareble monitoring, riguarda il sonno. SI cerca, infatti, di approfondire la conoscenza dei meccanismi fisiologici del sonno in microgravità: in particolare di chiarire l'andamento nel sonno dell'attività elettrica e meccanica del cuore, dei livelli di attivazione del sistema nervoso autonomo, della respirazione e della temperatura.

Allo scopo lo scorso 12 gennaio, con la capsula SpaceX Dragon CRS-5, è arrivato sulla Stazione spaziale un dispositivo speciale, il MagIC-Space, composto da una maglietta contenente sensori tessili per la rilevazione dell'elettrocardiogramma e del respiro, un'unità di monitoraggio per la raccolta dei dati e la misura delle vibrazioni cardiache (da cui vengono estratti gli indici di meccanica cardiaca), un termometro per la misura della temperatura cutanea e un pacco batterie per l'alimentazione del dispositivo. Il MagIC-Space è stato sviluppato nel Laboratorio dei Sensori Indossabili e Telemedicina di Milano della Fondazione Don Gnocchi.

Il piano delle attività a bordo prevede sei registrazioni notturne nell'arco dei sei mesi di permanenza di Samantha Cristoforetti nello Spazio: indossa la maglietta sensorizzata per tutta la notte e al risveglio trasferisce i dati sul computer di bordo per la successiva trasmissione a terra, dove le registrazioni sono analizzate alla Fondazione Don Gnocchi in collaborazione con il team di cardiologi dell'Istituto Auxologico Italiano. Nelle ultime due settimane Samantha ha svolto con successo le prime tre registrazioni notturne previste.

L’esperimento ha una doppia importanza, per lo spazio ma anche a terra. Da un lato potrebbe aiutare a capire le cause della riduzione della qualità del sonno durante le missioni spaziali, fenomeno che può portare a una diminuzione dell'attenzione e della vigilanza durante le attività in veglia degli astronauti. Dall’altro lato, nel mondo occidentale una persona su quattro soffre di disturbi del sonno, che spesso richiedono monitoraggi complessi. Il dispositivo indossabile è facile da usare e potrebbe quindi essere in futuro impiegato anche per la diagnosi a domicilio dei disturbi del sonno, in un’ottica di telemedicina.

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Askanews

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