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I diari degli angeli

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Pubblicato il: 14-02-2005

Sono storie drammatiche di donne che hanno visto infrangersi il sogno della maternità ma che con coraggio hanno superato il trauma e ora ci raccontano la loro esperienza.

Sanihelp.it - Affrontare il tema dell’aborto spontaneo non è facile, soprattutto se si prende in considerazione l’aspetto intimo ed emozionale legato a questo trauma femminile. 
 
Eppure, leggendo I diari degli angeli, storie di 31 donne che hanno subito un’interruzione involontaria di gravidanza, si riesce davvero a entrare nella testa, e nel dolore, di chi ha vissuto una grave perdita: senso di colpa, paura di non essere all’altezza come donna e come mamma, invidia per le altre pance, sensazione di ingiustizia…  
 
Tante donne, tante vite, tante storie, ma il percorso è, purtroppo, sempre identico: prima l’attesa e la gioia della scoperta, poi una strano presentimento, le prime ecografie, lo sguardo cupo del medico fisso sul monitor e infine la cattiva notizia…  
 
Ma incassare il colpo non è tutto: bisogna ancora affrontare l’incubo della sala operatoria, il ritorno alla vita normale e le reazioni della gente, con i suoi goffi tentativi di consolazione: «Ne farete un altro… » («Ma cos’è? Un gratta e vinci?», risponde Simona, una delle protagoniste). 
 
Quello che in genere è difficile da capire è che perdere un bambino dopo poche settimane di gestazione è già un lutto: ci si era già abituate ad averlo, ci si era già confrontate con l’idea della maternità.  
 
Le persone vicine tendono spesso a pensare che la donna debba essere aiutata a dimenticare, a guardare oltre, a pensare al futuro. Invece si tratta di un momento importante di lutto che necessita di un periodo di elaborazione
 
Ecco perché lo scopo del libro non è quello di far dimenticare o ignorare il dolore, ma di insegnare ad accettarlo, riconoscerlo ed elaborarlo, per riuscire a voltare definitivamente pagina. 
 
Molti racconti infatti non si fermano ai giorni dell’aborto, ma si concludono con una nuova gravidanza o con il coronamento del sogno di diventare mamme.  
 
Queste storie non vogliono illudere le donne che hanno vissuto questa trauma che alla fine tutte avranno il loro bambino, né obbligarle a essere ottimiste, semplicemente aiutano a condividere il proprio dolore con chi magari ci è già passato
 
Inoltre viene offerto anche un altro tipo di aiuto: far comprendere quali possono essere le cause di un aborto, per evitare di dover rivivere la stessa terribile esperienza.  
 
Purtroppo molte donne sono talmente affrante per la perdita subita da non avere la forza di indagare sulle ragioni dell’accaduto, affermando che una spiegazione medica delle cause dell’aborto non riporterebbe in vita il bambino.  
 
In realtà informarsi sulle cause dell’aborto è fondamentale: per questo il libro riporta alla fine alcune informazioni tecniche sull’abortività, perché, come affermano le due curatrici, «crediamo sia molto importante non dover essere costrette ad accettare perdite dolorose prima di cercare di capire se qualcosa non va».


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Redazione Sanihelp.it

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