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Nuovo dispositivo meccanico può curare ipertensione grave

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Pubblicato il: 05-02-2015

Sanihelp.it - Un nuovo dispositivo delle dimensioni di una graffetta potrebbe presto costituire una valida alternativa ai farmaci per il trattamento dell’ipertensione.

Questo dispositivo, chiamato ‘accoppiatore’, una volta inserito tra l'arteria e la vena della coscia nel corso di un piccolo intervento in anestesia locale della durata di quaranta minuti, ha infatti permesso il raggiungimento di risultati molto promettenti nella riduzione della pressione sanguigna, e soprattutto nel trattamento dei casi più gravi.

La pressione alta è pericolosa perché provoca una costante tensione sulle pareti delle arterie che portano il sangue in tutto il corpo, una condizione che può causare l’occlusione o l’indebolimento dei vasi sanguigni e quindi un significativo aumento del rischio di ictus, infarto, insufficienza cardiaca, danni renali e patologie agli occhi.

Ma grazie a questo dispositivo, realizzato dall’azienda californiana ROX Medical, sembra sia possibile creare una sorta di camera tra l'arteria e la vena della coscia, utile ad abbassare la pressione sanguigna.

La sperimentazione dell’accoppiatore è stata condotta dai ricercatori della Queen Mary University of London, che hanno testato il dispositivo su 42 pazienti affetti da ipertensione (i quali peraltro non avevano risposto positivamente ad almeno altre tre tipologie di trattamento farmacologico), confrontando poi i risultati ottenuti da 35 pazienti che si erano invece sottoposti alla terapia farmacologica standard.

I risultati, pubblicati sulla rivista The Lancet, hanno mostrato che, a distanza di sei mesi dall’inserimento del dispositivo, i pazienti hanno beneficiato di un abbassamento della pressione sanguigna, e hanno potuto ridurre nel contempo anche l’assunzione di farmaci.

Tuttavia, il dispositivo ha avuto effetti collaterali, poiché nel 29% dei pazienti, la gamba in cui è stato inserito l’accoppiatore si è gonfiata.

«La pressione alta è molto pericolosa e può portare a patologie come ictus, infarto e malattie renali croniche – commenta il dottor Lobo, autore dello studio, dalla Queen Mary University of London – Dobbiamo trovare delle terapie più efficaci per trattare l’ipertensione, poiché i farmaci non risultano sempre efficaci. L'accoppiatore è un grande passo avanti nella ricerca di un trattamento alternativo, dal momento che sfrutta gli aspetti meccanici della circolazione del sangue, costituendo un approccio totalmente nuovo per il controllo della pressione sanguigna».

«È ancora troppo presto per inserire questo dispositivo nel trattamento clinico di routine – conclude il dottor Lobo – Abbiamo bisogno di uno studio che ci permetta di verificare gli effetti a lungo termine dell’accoppiatore, e di comprendere meglio quanto sia sicuro e come funzioni all'interno del corpo». 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Queen Mary University of London

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