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La dieta mediterranea fa bella la pelle

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Pubblicato il: 09-02-2015

Sanihelp.it - Molte patologie cutanee, come l’acne e la psoriasi, si manifestano anche a causa di malattie legate all’alimentazione, come l’ipercolesterolemia familiare e il diabete, ma è sempre a tavola che possono essere efficacemente prevenute.

Ne è convinta la professoressa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia presso l’Università di Napoli Federico II, che nell’ambito della sesta edizione del convegno Dermart ha tenuto un intervento sul tema pelle e alimentazione.

In tal senso sono stati ampiamente documentati i benefici della dieta mediterranea come fattore protettivo della pelle. «È scientificamente dimostrato – dichiara la professoressa Fabbrocini - che una dieta ricca di olio extravergine di oliva, quindi di acidi grassi insaturi, consente di ridurre in maniera significativa l’invecchiamento cutaneo che, insieme al photoaging, è l’anticamera del cancro. Di conseguenza, se curiamo bene questo aspetto, possiamo ridurre anche la possibilità di contrarre il melanoma.

La carcinogenesi viene inibita altresì dai polifenoli e dagli acidi grassi n-3, in particolare gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga presenti nel pesce, mentre altri effetti benefici derivano anche dagli agrumi, principali fonti di b-criptoxantina, e dalle carote, ricche di b-carotene, ma anche dalle verdure di colore verde scuro e dal tè verde, che hanno proprietà antitumorali e di fotoprotezione, inibendo la proliferazione cellulare e riducendo l’eritema indotto dalle radiazioni ultraviolette. Il licopene contenuto nei pomodori, infine, contribuisce al mantenimento dell’omeostasi cutanea».

Un’alimentazione corretta è un deterrente anche per l’acne. Centrale in tal senso è il ruolo della Mtorc, una protein-chinasi che media le conseguenze di una dieta ipercalorica regolando gli effetti dell’insulina, l’ormone che fa bruciare i grassi, e di alcune proteine, tra cui quelle ricche in leucina (sostanza presente, per esempio, nel latte), che agirebbe favorendo l’ipersecrezione di sebo.

«Per questo motivo – spiega la specialista – è auspicabile una dieta povera di grassi saturi e zuccheri, quindi con poca carne e senza piatti iperglicemici. Viceversa, va incrementato l’apporto degli alfaidrossiacidi, quegli acidi organici contenuti principalmente nella frutta, come agrumi, mele, uva, ma anche nella soia, negli spinaci e nella birra, che comportano innumerevoli benefici per la pelle e per questo vengono utilizzati, sotto forma sia di creme che di integratori, per la cura del photoaging, delle allergie cutanee e dell’acne.

Studi condotti sull’interazione tra alimentazione e psoriasi – prosegue la dermatologa – consigliano di limitare il consumo di carne, nello specifico quella di maiale o rossa, evitare gli insaccati, eliminare fritti e spezie piccanti, ridurre il consumo di sale e tenere sotto controllo quello dei formaggi stagionati, del latte e delle uova.

Via libera, invece, a frutta e verdura, ma con delle eccezioni. No a melanzane, peperoni, pomodori crudi e verdure ricche di amidi come le patate. Consigliati, invece, carote, barbabietole, cetrioli, radicchio, cicorie e bietole, ma anche alimenti ricchi in fibre, come pane, riso e pasta integrale. Tra la frutta sono da evitare le mele crude, che potrebbero essere persino un alimento scatenante, insieme a grano, crostacei, carne, uova e caffè. Viceversa, spiccano le proprietà benefiche dello yogurt, ricco di batteri probiotici».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Professoressa Gabriella Fabbrocini (UniversitÓ di Napoli)

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