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Performance, emozioni, colori: un esperto ci svela il legame

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Pubblicato il: 17-02-2015

Piero Barbanti, primario Neurologo del San Raffaele Pisana di Roma, ci spiega come la vista di tonalità calde o fredde, possa determinare cambiamenti significativi sul nostro stato d'animo, sulle prestazioni sportive nonché sui parametri vitali

Performance, emozioni, colori: un esperto ci svela il legame © Thinstock

Sanihelp.it - Dimmi che colore indossi e ti dirò come ti senti: non siamo di fronte al classico test per ingannare la noia,  ma ad una correlazione che ha fondamenti scientifici. Sì, perché sembrerebbe esistere - e ad affermarlo sono gli esperti - uno stretto legame tra ciò che indossiamo/ vediamo intorno a noi ed il nostro mondo interiore, che – è risaputo – ha effetti decisivi anche sulla performance sportiva.  

«Non tutti i colori sono uguali per il cevello» spiega Piero Barbanti, primario Neurologo del San Raffaele Pisana di Roma, in un’intervista rilasciata ad Adnkronos «e diversi sono gli effetti che questi determinano sul nostro stato d’animo».

Continua l’esperto «Il verde e il blu sono per esempio fra i colori preferiti dall'essere umano: ciò dipende probabilmente anche dalla serena rievocazione dell'immagine di cieli e prati. É dimostrato che il blu riduce la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la frequenza del respiro, attivando il sistema nervoso parasimpatico. É inoltre accertato che questi colori stimolino le attività creative».

«Il rosso è per antonomasia il colore della passione e della seduzione. Alla sua presenza è deputata l’attivazione negli individui maschili di alti livelli di testosterone e quindi una maggiore aggressività, motivo per cui sarebbe connessa anche una migliore prestanza fisica e sportiva» prosegue il professore «Esiste una fiorente letteratura che ha evidenziato che negli ultimi cinquanta anni la Premier League inglese sia stata vinta prevalentemente da chi indossava divise rosse; e ciò è capitato anche agli atleti di taekwondo e pugili alle Olimpiadi di Atene 2004».

«In presenza di un soggetto depresso invece» sottolinea Barbanti «compare una preferenza netta per i colori negativi (nero e grigi), una sensibile riduzione del rosso tra quelli neutri e un'abolizione dei toni positivi (verde e giallo in particolare). La spiegazione è che l'influenza esercitata dal sistema emotivo sull'ipotalamo fa quasi rifiutare al paziente di accettare stimoli visivi importanti, preferendo toni poco luminosi, in perfetta sintonia con il rifiuto della vita tipico del depresso».

Conclude l’esperto: «I toni caldi (tonalità del rosso) hanno la proprietà di migliorare l'umore, la pressione, la frequenza cardiaca e l'attività muscolare. Quelli freddi invece (tonalità del blu) sono utili in caso di ansia, tensione muscolare e ipertensione arteriosa». Una informazione interessante questa, da tenere presente durante la scelta della prossima divisa sportiva.

 

 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
da un'intervista a Piero Barbanti, primario Neurologo del San Raffaele Pisana di Roma, per Adnkronos

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