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Alimentazione

Il cane sportivo. Quale alimentazione

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Pubblicato il: 17-02-2015

Quando l'attività fisica diventa intensa al cane serve un'alimentazione mirata che soddisfi i fabbisogni giornalieri in modo da ottimizzare la sua resa atletica.

Il cane sportivo. Quale alimentazione © Thinstock

Il cane sportivo o da lavoro coadiuva l’uomo nelle più disparate attività come il traino di una slitta oppure la ricerca di persone disperse in seguito ad un evento catastrofico.

Questi cani necessitano di un’alimentazione equilibrata atta a coprire il loro fabbisogno energetico e plastico. L’alimentazione deve inoltre contribuire a mantenere un peso ideale, a svolgere un’attività fisica intensa e a prevenire traumi e patologie che possono insorgere durante lo svolgimento delle attività.

Molte razze normalmente svolgono attività lavorativa o fisico sportiva, come ad esempio cani da pastore, cani da guardia, cani da caccia, cani da concorsi ecc.

Per un soggetto sportivo l’apporto energetico deve essere calcolato in modo preciso in rapporto all’attività fisica che dovrà svolgere.

Un insufficiente apporto energetico provoca una rapida comparsa della fatica e un fabbisogno energetico superiore a quello che l’animale realmente consuma predispone nel breve periodo ad un minor rendimento e nel lungo periodo all’obesità.

L’apporto energetico per un cane sottoposto ad un’ora di lavoro risulta essere superiore del 10% ma se l’esercizio si protrae per alcune ore bisogna aumentare l’energia del 40-50%.

La temperatura, la razza, lo stress del soggetto e il tipo di esercizio possono variare i fabbisogni energetici.

Il cane atleta necessita di un’alimentazione molto ricca in proteine. Queste devono essere di origine animale, altamente digeribili e ricche in aminoacidi essenziali.

Meglio evitare le fonti proteiche con scarso valore biologico, ricche di scleroproteine, in quanto potrebbero portare a proliferazione batterica indesiderata a livello enterico.

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I grassi costituiscono la fonte energetica di maggior rilievo nel cane da lavoro. Alcuni studi hanno evidenziato che il 70-90% dell’energia utile per svolgere un’attività fisica prolungata deriva dal metabolismo lipidico e una piccola parte dal metabolismo dei carboidrati.

Una dieta ricca in lipidi aumenta la disponibilità degli acidi grassi per il metabolismo ossidativo muscolare e limita il consumo di glicogeno ritardando così il senso di fatica

Sono tre i gruppi di acidi grassi che apportano vantaggio qualitativo al cane da lavoro: gli acidi grassi essenziali (omega 3),  acidi grassi a corta o media catena (facilmente assimilabili) e quelli saturi a lunga catena (grasso di pollo o suino).

I carboidrati hanno una concentrazione energetica decisamente inferiore rispetto a quella dei grassi ed il loro fabbisogno nel cane da lavoro non risulta elevato ma la loro presenza è necessaria per le numerose funzioni che esplicano nell’organismo e per mantenere un corretto livello di glicogeno a livello muscolare.

Il tenore in fibra dell’alimento influenza aspetti significativi della condizione del cane da lavoro come lo stato di idratazione e la funzionalità del tratto gastroenterico. La dieta dovrebbe contenere circa il 3-7% di fibra, sia solubile che insolubile per regolarizzare la defecazione e incrementare la produzione di acidi grassi a corta catena che sono un’importante fonte energetica per enterociti e colonociti.

Un equilibrato rapporto tra calcio e fosforo e una corretta e completa integrazione vitaminica, assicurano la salute dello scheletro, delle articolazioni, dei denti e un giusto funzionamento del sistema nervoso.

Lo stress da lavoro intenso porta ad una liberazione di radicali liberi e perossidi che possono provocare gravi danni alla membrana cellulare. La vitamina C è importante perché induce nell’organismo un sensibile incremento di risposta allo stress mentre la vitamina E protegge la membrana cellulare dall’ossidazione degli acidi grassi.



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Alimentazione del cane sportivo

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