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Per evitare le ricadute

Influenza svizzera: le armi per combatterla

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Pubblicato il: 03-03-2015

Dopo la suina, è in arrivo la svizzera. Le regole dei pediatri sono semplici: vitamine, tanto riposo e farmaci prescritti dal medico.

Influenza svizzera: le armi per combatterla © Thinstock

Sanihelp.it - Si chiama svizzera la nuova influenza che a breve promette di mettere a letto un elevato numero di italiani. Il picco dovrebbe durare altre due settimane ed è probabile che colpirà grandi e piccoli anche nel mese di marzo.

Superata dunque l’influenza suina, come dimostrano i dati del Rapporto Epidemiologico InfluNet, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce a mamme e papà utili consigli per fare fronte alla nuova forma virale. E lo fa puntando anche sull’importanza di corrette abitudini alimentari.

«La vaccinazione - spiega il dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente SIPPS - è la strategia di prevenzione più efficace e raccomandata, insieme alle buone norme igieniche, a partire dal lavaggio delle mani.

Non dimentichiamo, però, l’importanza dell’alimentazione: è fondamentale mettere i bambini nella condizione di affrontare questo periodo di picco influenzale con le migliori risorse difensive, assicurate da una dieta completa e possibilmente ricca in vitamine (in particolare la C e la E) e sali minerali (come rame, zinco e selenio), di cui sono ricchi frutta e verdura.

La regolarità dei pasti è fondamentale per garantire un apporto di energia commisurato alle esigenze della giornata. La prima colazione, per esempio, deve fornire un quinto di tutte le calorie giornaliere ed è sbagliato saltarla. In secondo luogo dobbiamo ricordare che l’assorbimento dei vari principi nutritivi non è costante, ma è soggetto a fenomeni di vera e propria competizione: l’assimilazione del ferro, per esempio, è inferiore in presenza di fibre, mentre aumenta se si assume contemporaneamente la vitamina C.

Questo spiega perché è opportuno non soltanto evitare la monotonia a tavola, ma anche assicurare all’organismo più opportunità nell’arco della giornata in cui ricevere tutti i nutrienti di cui il sistema immunitario ha bisogno per operare al meglio delle proprie performance».

«La colazione più idonea – aggiunge il dottor Leo Venturelli, Pediatra di Famiglia Asl di Bergamo - potrebbe prevedere frullati di frutta, soprattutto di arancia, pane e marmellata o fette biscottate e/o uovo, per dare energia e per le vitamine».

«Questi suggerimenti di prevenzione – precisa il dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - restano validi anche in caso di contagio: il più delle volte, infatti, l’influenza, soprattutto nelle sue fasi iniziali, toglie l’appetito ai bambini, riducendo così l’apporto alimentare soprattutto di quei componenti, come le vitamine B, C, E e i minerali, sottoposti a un rapido ricambio e consumo.

Un altro aspetto importante riguarda il modo di affrontare la convalescenza. Ai bambini, al contrario degli adulti, più inclini ad atti di eroismo, non dispiace di solito trascorrere qualche giorno in più a casa. L’influenza ha un decorso di una settimana, che deve essere rispettato anche nell’eventualità di una sintomatologia leggera o di una ripresa in apparenza veloce.

Molti studi, infatti, hanno dimostrato che il virus influenzale, al di là dell'azione patogena, predispone le vie aeree all’ingresso di altri microrganismi, tra cui pneumococco (responsabile di otiti e soprattutto polmoniti), adenovirus e virus respiratorio sinciziale (la causa della bronchiolite nei bambini più piccoli).

Tale fenomeno – conclude il dott. Di Mauro - si traduce in un maggior rischio di infezioni collaterali, che fanno allungare il decorso dell’influenza o, una volta che questa sembra risolta, fanno precipitare nuovamente il bambino in febbre, tosse e spossatezza».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIPPS

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