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Da un'erba medicinale cinese una nuova speranza contro ebola

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Pubblicato il: 27-02-2015

Sanihelp.it - Da qualche tempo l'attenzione dell'opinione pubblica non è più concentrata sul virus ebola, fonte di un'epidemia che qualche mese fa ha terrorizzato anche il mondo occidentale e che continua a mietere vittime in Africa, sebbene le azioni intraprese per arginarne la diffusione comincino a dare i primi risultati sperati. Tuttavia, nonostante esistano una serie di farmaci sperimentali piuttosto promettenti, non è stata ancora trovata una cura definitiva a questa terribile patologia.

Una notizia odierna, però, fornisce nuove speranze in questo senso. Arriva direttamente dal Dipartimento di Immunologia e Virologia del Texas Biomedical Research, da tempo impegnato nella lotta contro questa malattia. Secondo quanto pubblicato sulla rivista specializzata Science, il team del Dr. Robert Davey avrebbe scoperto una molecola in grado di bloccare i canali ionici sensibili al calcio dell'ebola, fondamentali per lo sviluppo dell'infezione.

Il composto si chiama tetrandrina ed è il principio attivo più importante della Stephania Tetrandra: conosciuta anche come Fang Ji, è una tipologia di vite inserita nell'elenco delle cinquanta erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese, per la sua capacità neuroprotettive e cardioprotettive. L'utilizzo della tetrandrina si è dimostrato molto promettente sulle cavie da laboratorio: nonostante venisse loro iniettata una dose solitamente letale del virus, più della metà riusciva a sopravvivere grazie proprio all'azione di questo composto.

Si tratta di un'ottima notizia, in quanto la tetrandrina risulta efficace anche a bassi dosaggi e presenta limitati livelli di tossicità per l'organismo. Il prossimo passo sarà dunque quello di testarne l'azione anche sugli esseri umani. Tuttavia, l'articolo in questione invitava comunque a non lasciarsi andare a facili entusiasmi: serviranno ancora numerose sperimentazioni per approvarne l'utilizzo, anche perché in molti paesi la tetrandrina non è approvata per l'uso umano; inoltre il dosaggio somministrato sulle cavie da laboratorio, si legge, potrebbe dar luogo ad effetti collaterali anche gravi.  

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Texas Biomedical Research, Science

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