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Utilizzo prolungato del paracetamolo è dannoso per la salute

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Pubblicato il: 03-03-2015

Sanihelp.it - Un prolungato utilizzo del paracetamolo (un farmaco solitamente utilizzato nel trattamento degli stati febbrili o come antidolorifico) potrebbe aumentare il rischio di ictus, ipertensione e di problemi gastrointestinali

Questo il risultato ottenuto da un gruppo di scienziati inglesi coordinati dal dottor Conaghan, professore di Medicina muscoloscheletrica presso l'Università di Leeds, dove sono stati revisionati e confrontati otto studi clinici relativi all'utilizzo a lungo termine del paracetamolo, il farmaco antipiretico e antidolorifico più prescritto al mondo.  

«Anche se le percentuali di rischio sono abbastanza contenute – spiega il professor Conaghan – i medici dovrebbero considerare l'ipotesi di prescrivere ai propri pazienti degli antidolorifici alternativi al paracetamolo». 

Due di questi studi infatti hanno permesso di rilevare una correlazione tra la somministrazione di dosi crescenti di paracetamolo e un aumento del tasso di mortalità compreso tra lo 0,95% e l'1,63%, mentre in altri cinque studi è stato dimostrato un legame significativo tra l'utilizzo di dosaggi elevati di paracetamolo e l'aumento del rischio di problemi cardiovascolari, gastrointestinali e renali. 

«Sulla base dei dati di cui sopra, riteniamo che il rischio reale nella prescrizione del paracetamolo sia più elevato rispetto a quanto attualmente percepito dalla comunità clinica – commentano gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Annals – Considerato il suo elevato utilizzo in qualità di analgesico, è consigliabile una revisione sistematica dell'efficacia del paracetamolo e della tollerabilità in particolari condizioni». 

«Non c'è alcun motivo di scatenare un panico di massa, ma bisognerebbe prestare maggiore attenzione nei casi in cui l'assunzione del farmaco sia a lungo termine – conclude il professor Conaghan – I medici, dal canto loro, dovrebbero considerare attentamente quali farmaci alternativi potrebbero consigliare ai loro pazienti».

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Annals

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