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Scoperto come longevità e fertilità dipendano dalla dieta

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Pubblicato il: 05-03-2015

Sanihelp.it - «Siamo quello che mangiamo» asseriva un famoso filosofo tedesco di metà Ottocento, un concetto ribadito anche oggi dalla recente scoperta operata da un gruppo di scienziati dell'Università di Sydney, dove uno studio sul modello animale ha permesso di constatare come l'adozione di un particolare regime alimentare possa influenzare tanto la lunghezza della vita quanto le possibilità di procreare

I ricercatori hanno assegnato 858 topi ad una delle venticinque diete formulate per la sperimentazione, e caratterizzate da particolari livelli di proteine, carboidrati, grassi e calorie. Dopo quindici mesi, gli studiosi hanno quindi scoperto che, se la durata della vita è aumentata tra i mammiferi che avevano adottato un regime ricco di carboidrati e a basso contenuto di proteine, la funzione riproduttiva è invece migliorata in presenza di un'alimentazione ad alto consumo di proteine e povera di carboidrati. 

La ricerca, pubblicata negli Atti della National Academy of Sciences (PNAS), mette quindi in discussione la storica teoria secondo la quale gli animali, nei casi in cui le risorse alimentari disponibili siano limitate, si troverebbero a dover scegliere tra riproduzione e longevità. Secondo gli studiosi infatti, sarebbe possibile modificare la dieta a seconda delle età della vita, migliorando così sia la funzione riproduttiva che la durata dell'esistenza

«Questo studio costituisce un grande passo in avanti perché permette di spiegare come, nei mammiferi, il compromesso tra riproduzione e longevità non sia inevitabile – spiega la dottoressa Solon-Biet, co-autrice della ricerca, dall'Università di Sydney – Ora sappiamo che ogni funzione evolutiva ha esigenze nutrizionali diverse: ciò significa che possiamo cambiare la nostra dieta per soddisfare le esigenze caratteristiche di ogni fase della vita, per esempio aumentando la quantità di proteine durante il periodo riproduttivo, e dei carboidrati in età più avanzata». 

Lo studio, che costituisce anche il documento più completo mai condotto prima sul rapporto tra macronutrienti, riproduzione e longevità, potrebbe aprire la strada verso lo sviluppo di trattamenti dietetici volti a curare l'infertilità

«Considerato l'innalzamento dell'età riproduttiva media della donna, la domanda di procreazione medicalmente assistita risulta essere in costante aumento – conclude la dottoressa Solon-Biet – Con ulteriori studi, sarebbe quindi possibile evitare di ricorrere immediatamente a tecniche di fecondazione invasive, valutando prima una strategia volta a modificare il rapporto di macronutrienti alimentari per migliorare la fertilità femminile». 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
University of Sydney

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